Giovedì, 13 Maggio 2021
Surreale vicenda / Stati Uniti d'America

Attraversa per sbaglio il confine con gli Usa mentre fa jogging: 2 settimane in prigione

È successo a una ragazza francese andata a trovare la madre in Canada

Una ragazza francese ha raccontato alla Cbc che stava facendo jogging lungo la spiaggia a sud di White Rock, in Canada nello stato di British Columbia, quando ha attraversato il confine con gli Stati Uniti senza rendersene conto. Così è iniziato un incubo di due settimane.

La diciannovenne Cedella Roman non lo sapeva, ma mentre si stava facendo una corsetta rilassante in quella tiepida sera primaverile sulla spiaggia verso sud, stava – senza saperlo, almeno a parole sue – attraversando ben due confini: quello della British Columbia e, poco dopo, anche quello internazionale con gli Usa.

Quando la marea ha iniziato a salire, ha lasciato la spiaggia inoltrandosi su un sentiero sterrato prima di fermarsi per scattare una foto del pittoresco scenario. Quando però riprende la corsa per tornare verso casa viene bloccata e arrestata da due agenti della polizia di frontiera degli Stati Uniti.

"Mi hanno detto che avevo attraversato il confine illegalmente - racconta la ragazza all'emittente Cbc News - gli ho detto che non l'avevo fatto apposta e che non avevo capito cosa stesse succedendo".

Cedella racconta di non aver visto alcuna indicazione che avvertisse che stava attraversando la frontiera con gli Stati Uniti durante il suo jogging, ma gli ufficiali della dogana e della protezione delle frontiere la informano che era entrata illegalmente nel paese, e che era stata intercettata dalle telecamere di sicurezza.

"Mi sono detta che magari se avevo davvero attraversato il confine mi sarei beccata una bella ramanzina o al massimo una multa e che mi avrebbero rispedita di corsa verso casa”. Ma la ragazza, cittadina francese che si era recata in Canada per visitare sua madre in British Columbia e per migliorare il suo inglese, non aveva con sé alcun documento d'identità o permesso di viaggio rilasciato dal governo. D'altronde, stava solo facendo una 'corsetta', e non ha pensato di portarsi dietro nulla.

Così viene arrestata per aver attraversato illegalmente la frontiera e trasferita a più di 200 chilometri a sud, al Tacoma Northwest Detention Center, gestito dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stai Uniti. "Mi hanno fatta salire su un cellulare e mi hanno portato nella loro struttura. E mi hanno fatto posare tutti i miei effetti personali, compresi i gioielli perquisendomi ovunque. Ho capito che la cosa stava diventando molto seria e sono scoppiata in lacrime". In compenso le viene fornita una bella tuta arancione modello "Orange is the new black".

Cedella comunque riesce a contattare la madre, Christiane Ferne, che ovviamente si precipita al centro di detenzione per fornire agli agenti i documenti tra cui passaporto e permesso di studio. Ma qui l'onnipresente burocrazia reclama la sua parte e la mamma viene informata che i documenti devono essere presentati anche all’Ufficio Immigrazione del Canada che valuterà se la ragazza può essere idonea o meno a rientrare in quello stato.

In sostanza Cedella è stata tenuta in custodia per due settimane prima che i funzionari dell'immigrazione dei rispettivi stati le confermassero il permesso di rientrare in Canada. 

"Era semplicemente incredibile e ingiusto che non ci fosse niente, nessun segnale o cartello al confine", racconta la mamma di Cedella che ha visitato più volte sua figlia mentre era detenuta. "È come una trappola... chiunque può essere arrestato al confine in questo modo". Ma la legge è legge e specialmente negli Usa in tema di immigrazione sono alquanto severi. Un portavoce delle autorità di frontiera (US Customs and Border Protection) ha chiarito che chiunque entri negli Stati Uniti al di fuori di un posto di frontiera ufficiale e senza adeguati controlli è come se avesse attraversato il confine illegalmente ed è soggetto a processo.

"Questo vale indipendentemente dal fatto che il superamento del confine sia avvenuto inavvertitamente" ha precisato il dipartimento in una nota. "È responsabilità di un individuo che viaggia in prossimità di un confine internazionale essere consapevole della propria posizione in ogni momento per assicurarsi di non attraversare illegalmente il confine. Inoltre, è importante che le persone che viaggiano vicino alla frontiera abbiano sempre con sé i loro documenti in modo che agenti o funzionari possano verificare facilmente la loro identità". Chissà se in futuro Cedella sarà autorizzata a ritornare negli Stati Uniti.

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