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Domenica, 26 Maggio 2024
La beffa / Ancona

Clochard vince al Superenalotto ma non può ritirare i soldi: serve la tessera sanitaria (che non ha)

La storia di un senza tetto che giocava sempre gli stessi numeri fin quando non li ha indovinati: c'è stata però un'amara sorpresa

Da tempo un clochard giocava gli stessi sette numeri al SuperEnalotto, aspettando tempi migliori. Martedì 24 ottobre, la svolta: ha puntato 1,5 euro in una ricevitoria di Senigallia, in provincia di Ancona, indovinando quattro numeri più il Superstar. La vincita: 37.045 euro, una delle otto di pari importo registrate in tutta Italia. Senza le tasse, circa 30mila euro. Tuttavia, Gianluigi, - un senza tetto di origini pugliese - ha avuto una brutta sorpresa: dopo aver incontrato la fortuna, la beffa potrebbe essere dietro l'angolo.

La tessera sanitaria che non c'è

Per ritirare la vincita serve infatti la tessera sanitaria. Come riporta il Corriere adriatico, Gianluigi ha solo un vecchio codice fiscale che però non va bene. "Non ho più bisogno di nessuno - dice - questi soldi me li gestirò da solo. Voglio continuare a rimanere invisibile". Il problema della vincita rimane, come conferma il tabaccaio in cui il clochard ha giocato i numeri vincenti: servono tessera sanitaria e un documento valido di identità.

La soluzione potrebbe arrivare dalla Caritas e chi può si è attivato per aiutarlo. "È stato da noi per diverso tempo fino a giugno - racconta Giovanni Bomprezzi, direttore della Fondazione Caritas di Senigallia - poi durante l’estate non l’abbiamo visto ma è ripassato martedì a salutarci. È un brava persona, siamo contenti per lui e speriamo che ne faccia buon uso per condurre una vita migliore. È di origini pugliesi ma spesso gira tra l’anconetano e il pesarese e in estate ha raccontato anche di essere stato a Rimini. Non uno di quei clochard che chiedono soldi per strada con insistenza, anzi è un termine che a lui proprio non piace. Ha una grande dignità ma qualcosa nella sua vita, che nessuno conosce, si è spezzato e si ritrova a vagabondare. Con la sua famiglia d’origine non ci sono contatti, non ne vuole parlare. Senigallia, però, è la sua città ormai".

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