Venerdì, 7 Maggio 2021
Che male! / Nuova Zelanda

Contrabbanda mille piante di cactus... nascondendole sotto i vestiti

Se voleste provare a contrabbandare cactus, come lo fareste? Se non siete masochisti, probabilmente non ve li nascondereste sotto i vestiti, giusto? E invece è proprio quello che ha fatto una signora cinese

Ultimamente trafficanti e contrabbandieri hanno fatto notizia più del solito per la fantasia con cui si ingegnano – spesso invano – per cercare di portare a compimento i loro commerci. Basti pensare al caso dell'uomo che ha cercato di portare in Austria 74 camaleonti nascosti nella sua valigia.

Ma in Nuova Zelanda un’aspirante contrabbandiera è stata condannata per un caso veramente molto... "spinoso". 

Domanda: se voleste provare a contrabbandare cactus, come lo fareste? Se non siete masochisti, probabilmente non ve li nascondereste sotto i vestiti, giusto? E invece è proprio quello che ha fatto una signora cinese.

Tempo fa – come si apprende da Oddee - i funzionari della biosicurezza della Nuova Zelanda hanno arrestato Wenqing "Wendy" Li, una donna che vende piante grasse e cactus su un sito di e-commerce, al ritorno da un viaggio in Cina. Con 947 piccoli cactus e altre piante grasse sistemate sotto la biancheria intima.

Il solo pensiero di un cactus a contatto della pelle dà i brividi; figuriamoci che tortura averne quasi 1000! Più che un contrabbandiere, Li è davvero una donna di ferro.

Tra le piante c'erano otto specie protette perché in via di estinzione e il valore totale del bottino di Li era di oltre 7.000 dollari.

Il giorno del suo arresto la donna era appena sbarcata dal volo proveniente dalla Cina all'aeroporto internazionale di Auckland. Mentre stava attraversando la dogana - naturalmente dicendo che non aveva nulla da dichiarare – notò un cane antidroga che sembrava fiutare qualcosa di strano.

Li, impaurita, decise di liberarsi della merce proibita e, con i funzionari della dogana che la pedinavano, iniziò a vagare da un bagno all'altro dell'aeroporto. Cercando, ad ogni tappa, di liberarsi di una parte delle piantine, gettandole nello scarico o nella spazzatura. Ma i funzionari della dogana l'hanno preceduta.

"Gli agenti hanno impedito che le prove venissero distrutte e hanno perquisito la donna trovando una grande quantità di materiale vegetale", ha dichiarato la polizia doganale.

Non era l'unica volta che Li aveva provato a portare piante non autorizzate nel suo paese. In precedenza era già stata fermata con 142 semi nascosti all'interno della custodia di un tablet.

Il governo della Nuova Zelanda limita rigorosamente ciò che si può portare nella terra dei Kiwi, in base a rigorosi criteri di biosicurezza. In effetti questo paese ha la fortuna di essere libero da molti parassiti e malattie infettive presenti in altri paesi, come dimostra anche la bassissima incidenza di casi di Covid-19.

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