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Lunedì, 27 Maggio 2024
La scelta

Tetraplegico da 20 anni sceglie il suicidio assistito: "La vita è un diritto, non un obbligo"

La straziante lettera di addio sui social di Davide Maciocco, 40enne di Termoli, tetraplegico da 20 anni dopo un incidente. L'uomo ha scelto di essere accompagnato in Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito

È una lettera di addio piena di vita quella con cui Davide Maciocco, 40enne di Termoli, ha deciso di scrivere per rendere pubblica la sua decisione. Davide è tetraplegico dall'età di 20 anni, da quando un tuffo all'alba da un trabocco (antiche impalcature utilizzate per la pesca tipiche del basso Adriatico) lo ha condannato su una sedia a rotelle. È il 5 luglio del 2003, come spiega nel suo lungo post Facebook e quel salto di sei metri dove l'acqua era profonda un metro e mezzo cambia per sempre la sua vita. La diagnosi è frattura di due vertebre cervicali e lesione midollare, la conseguenza la paralisi completa degli arti e del tronco. Un dramma per tutti, ma forse ancora maggiore per una persona iperattiva e piena di energia come lui: "Con me ti potevi ritrovare a prendere un aperitivo a un bar di Termoli, dopo un'ora ritrovarti a Pescara, o dopo tre ore a Riccione a divertirsi" racconta.

La malattia cambia tutto, ma non cambia il carattere positivo di Davide che racconta di una famiglia che l'ha sempre amato e supportato, prima e dopo l'incidente, di amici che sono stati confidenti e compagni di avventure e di un amore, quello per la ragazza dei suoi vent'anni, continuato (in altra forma) nonostante il dolore e i disagi della sua condizione.

E negli anni di malattia ammette di non essere stato con le mani in mano, ma di aver reagito anche con un lavoro che gli ha permesso di sostenersi: "Dal 2018 sono diventato agente sportivo di due network, Fantasyteam e SportitaliaBet. Infatti ringrazio i titolari e tutti i miei collaboratori e oltre i 200 affiliati perché mi hanno regalato anche tante conoscenze in diversi ambiti di marketing. Solamente nella stagione 2022/23  sotto la mia rete, c'è stato un giocato  di oltre  due milioni e mezzo di euro, per un guadagno netto  aziendale di oltre duecento mila euro. Belle soddisfazioni, davvero".

"Abbandono la vita perché la amo. Quelli da giudicare sono i politici" 

Eppure in Davide cresce la consapevolezza che la vita deve essere anche altro. E anche quella delle crescenti difficoltà, legate alla sua condizione, che la vita gli sta presentando: "Amo la vita ed ecco perché oggi la voglio abbandonare - racconta - Quella che attualmente ho vissuto poteva andare anche bene, ma in un futuro prossimo so che sarà intollerabile per me! C'è da calcolare cari amici che negli  ultimi due anni sono stato allettato per una piaga da decubito. Dipendere totalmente dagli altri anche per un semplice gesto come fumarsi una sigaretta è difficile, non c’è libertà, nessuna autonomia nonostante che la mia famiglia abbia sempre assecondato ogni mio desiderio e capriccio. Stare giorni interi  con continui dolori e continuare a dire 'sì va tutto bene' è una maschera che non riesco più a indossare". 

Da qui la sua decisione, su cui ammette di non aver dormito per quasi un mese, più che altro per trovare il modo di comunicarlo a chi gli vuole bene. Davide sceglie così di affidarsi a un'associazione che lo condurrà in Svizzera per effettuare un suicidio assistito e abbandonare una vita che gli sta ormai troppo stretta.

E non manca, alla fine del suo appello, un messaggio politico per le istituzioni: "Questa lettera è rivolta anche alle istituzioni italiane affinché non venga preso nessun provvedimento giudiziario nei confronti di chi mi ha semplicemente accompagnato, o meglio dato un passaggio. Se c'è qualcuno da giudicare quelli sono i politici e il fatto che trovino difficile legiferare sulla morte volontaria assistita". 

Le ultime parole di Davide sono aperte a una riflessione, ovvero che la vita sia un diritto e non un obbligo e che a ognuno debba essere data facoltà di scelta. E la sua è una scelta consapevole, difficile da accettare magari per amici e familiari, ma dettata da dolori e disagi che, osserva, non potranno che aumentare nel futuro. E il suo estremo congedo, riesce a essere paradossalmente leggero: "Ho vissuto anni felici, anche paralizzato dal collo in giù. Io vado via in totale serenità e sognando.Ciao.Ciao". 

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