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Venerdì, 21 Gennaio 2022
La discriminazione / Regno Unito

“In questa discoteca non entri, sei troppo brutta”: la denuncia di una 39enne

I due buttafuori della discoteca avrebbero motivato così la loro decisione di non farla accedere al locale

Troppo brutta per entrare in discoteca. Due buttafuori che lavorano all’esterno di un locale di Manchester avrebbero motivato e offeso così una mamma 39enne che si era presentata dinanzi a loro chiedendo di entrare. Non solo. Claire Sidebottom, questo il nome della donna, ha denunciato anche di essere stata aggredita e derubata del telefono sempre dagli stessi due. La reazione sarebbe stata scatenata dopo che la donna, offesa, avrebbe cominciato a riprendere la scena e il trattamento a cui era sottoposta e minacciato di portare quelle immagini alla polizia.

Il tutto è accaduto il 7 febbraio dello scorso anno, cinque settimane prima del blocco del Regno Unito a causa della pandemia, ma solo da poco la vicenda si è conclusa con una condanna. Uno dei due buttafuori, Christopher Cash, 33 anni, di Edgeley, è stato condannato a risarcire la donna di mille sterline. L’altro, invece, è morto improvvisamente prima che le accuse potessero essere formalizzate nei suoi confronti. Secondo la ricostruzione fatta dall’accusa, la 39enne stava trascorrendo una serata fuori ed era in coda per entrare in un locale. All’ingresso c’era Cash e il suo collega che le avrebbero rifiutato l'ingresso perché ubriaca e “troppo brutta per essere lasciata entrare”.

Così la donna decide di registrare il loro comportamento con il cellulare chiedendo i nomi. Da lì la reazione: sarebbe stata aggredita e fatta cadere. Con lei anche il telefono che sarebbe stato preso da uno dei due senza più riuscire a recuperarlo. A sostegno di questa ricostruzione anche i filmati della videosorveglianza che mostrerebbero Cash mentre cerca di afferrare il telefono, per poi afferrare la borsa della donna con uno scontro fisico. Nel corso delle indagini la polizia ha trovato e sottoposto a sequestro due kubotan, un'arma usata nelle arti marziali, in possesso del buttafuori. L’uomo si è licenziato e ora lavora come fattorino.

Il suo avvocato difensore ha dichiarato: "È un gentiluomo coscienzioso che si sente in colpa per quello che è successo alla signora Sidebottom. Dice che non meritava di essere aggredita e che il telefono non avrebbe dovuto essere preso”. Quello stesso telefono che conteneva i ricordi della donna e che la 39enne ha dichiarato le serviva in quelle ore per essere contattata dall’ospedale dove era ricoverato suo figlio. Alla fine il giudice ha deciso di condannarlo con queste motivazioni: “Mi sembra che lo scopo fosse quello di privarla delle prove del tuo comportamento. Hai abusato del tuo potere di supervisore”. L’uomo non è stato solo condannato al pagamento di mille sterline, dovrà anche essere sottoposto a 120 ore di lavoro non retribuito e 15 giorni di riabilitazione.

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