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Venerdì, 7 Ottobre 2022
Hobby particolari / Regno Unito

La donna che fotografa le tombe della sua regione: ha una 'collezione' di 200mila immagini

Un hobby decisamente strano, ma utile: "Ho aiutato persone a ricostruire il loro albero genealogico, un sacco di storia passa per i cimiteri"

C'è chi colleziona francobolli, chi monete antiche, chi fa birdwatching per immortalare i volatili più strani, e poi c'è Lou Cocker, 48 anni, che vive nella contea di Norfolk (Inghilterra orientale) e che raccoglie immagini di tombe. E non tombe qualsiasi: tutte quelle della sua contea.

Lou in 10 anni ha infatti fotografato più di 200mila lapidi e memoriali in oltre 700 cimiteri, e - come spiega il Mirror - pensa di essere al 70% di questo suo strano progetto, anche perché purtroppo ovviamente nuove tombe vengono aggiunte ogni giorno.

Aspettate però, prima di ridere di questo strambo hobby, perché ha un valore storico: Lou ha fotografato tombe risalenti al '600, e insieme a sua madre Angela ha anche pulito alcune lapidi in modo da far risaltare meglio le scritte. Non solo, perché incrocia i dati trovati sulle lapidi, li cataloga, ed è in grado di ricostruire alberi genealogici tramite il sito Findmypast: ha già aiutato parecchie persone che cercavano notizie dei loro avi.

"Penso che sia importante farlo per le future generazioni - ha raccontato ai media - così potranno essere in grado di ricostruire i loro legami. Molta gente vuole sapere da dove viene e quali sono le origini della sua famiglia, spero che questo mio lavoro possa aiutare".

È un lavoro immenso: "In alcuni posti in cui sono stata, ci sono migliaia e migliaia di tombe in solo un cimitero. Non penso che sarò mai in grado di completare questo progetto, anche perché purtroppo muore gente ogni giorno".

A proposito del suo hobby decisamente particolare, spiega: "Non mi è mai piaciuto particolarmente studiare storia quando ero a scuola, ma quando ho iniziato a ricostruire il mio albero genealogico, passando anche attraverso la ricerca delle tombe dei miei parenti, l'ho trovato davvero affascinante. Sapevo che gran parte della mia famiglia si era stanziata nel Norfolk nei primi dell'800, ma ad esempio non sono mai stata in grado di sapere che fine avesse fatto la mia bisnonna. Poi, quando ho iniziato a fotografare le lapidi, sono stata in grado di velocizzare il lavoro. Penso che i cimiteri siano luoghi pieni di pace e di natura. E alcune delle lapidi sono davvero opere d'arte, molte fatte a mano, e che riportano versi bellissimi. È un peccato quando ne vedi alcune coperte dall'erba, o sbiadite: per cui quando penso che possano essere recuperabili le pulisco io, a volte basta solo un po' d'acqua".

Insomma, "puoi scoprire davvero un sacco di storia osservando le tombe. A volte c'è scritto chi erano i genitori o il coniuge della persona scomparsa, o quale lavoro faceva, o se ha vissuto all'estero per tanti anni. Le cose che mettono più tristezza? Vedere le tombe dei bambini, o quando vedi intere famiglie spazzate via. Ma penso che faccia anche riflettere molto su quanto siamo fortunati, al giorno d'oggi, a poter contare su basi scientifiche e mediche certamente più sviluppate che in passato".

Uno dei progetti per il futuro? Quando il covid mollerà la presa, andare all'estero e iniziare a fotografare tombe anche lì. 

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