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Venerdì, 24 Maggio 2024
Errore clamoroso / Lecce

"Fulvio è morto", pronti per la cremazione lo trovano vivo in ospedale

La comunicazione via Pec, giunta in Comune, aveva gettato nello sconforto i familiari

I famigliari, tra dolore e incredulità, avevano già avviato i preparativi per la cremazione della salma e l'allestimento della camera ardente, ma Fulvio, 64enne di Sannicola, nel Salento, era vivo, ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli di Milano, contrariamente a quanto comunicato dalla questura del capoluogo lombardo al municipio del paese di residenza dell'uomo, tramite una Pec.

Nel messaggio, infatti, si chiedeva di verificare se nel territorio di competenza risiedessero parenti dell'anziano di cui si rendeva noto il decesso, in modo da poter procedere al riconoscimento della salma. Il 64enne salentino era giunto a Milano per curare una malattia di cui soffre da tempo, ma da alcuni giorni non rispondeva più al cellulare. Da qui la preoccupazione dei parenti che hanno cercato di ottenere notizie in ogni modo contattando la questura, fino alla comunicazione via Pec, giunta in Comune, che ha gettato nello sconforto i famigliari.

In realtà, dopo le verifiche del caso, si è potuto accertare che l'uomo era vivo e vegeto in ospedale, ma non rispondeva al cellulare semplicemente perché lo aveva smarrito.

Secondo la ricostruzione dei fatti Fulvio era partito da Sannicola il 19 dicembre per Modena, prima tappa per poi recarsi a Parma dove avrebbe voluto curare una patologia da cui è affetto da tempo. Da quel momento in avanti il telefono non squilla più. Irraggiungibile. Mentre i famigliari lo cercano agli inizi di gennaio dalla questura di Milano Porta Garibaldi viene comunicata la notizia del suo decesso. In una lettera inviata al Comune di Sannicola si chiede testualmente di “"verificare se nel territorio di competenza risiedano parenti del deceduto al fine di consentire l’effettuazione del riconoscimento della salma". Il fratello, i nipoti, i cugini e tutti quelli che lo conoscono non sanno darsi una spiegazione e restano spiazzati e contattano persino un’agenzia funebre per organizzare i funerali. Trattandosi di giorni di festa era praticamente impossibile parlare con gli uffici e bisognava attendere la giornata di lunedì 9 gennaio. E proprio lunedì arriva la notizia che l'uomo era vivo e che il contenuto della Pec, inviata il 4 gennaio al Comune di Sannicola, era da considerarsi errato. Prima di giungere alla conclusione che l'errore è stato commesso in questura, vi sarebbe stato, sempre secondo quanto ricostruito dal sindaco di Sannicola, un rimpallo di responsabilità tra polizia e ospedale. "Una storia grottesca che non doveva accadere" chiosa all'agenzia Agi il sindaco Cosimo Piccione. Il "morto" nel frattempo rassicura tutti: "Sto bene – dice dalla stanza dell’ospedale – e qui mi stanno curando alla grande".

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