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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Storie Torino

La lettera: "La gente continua a chiederci quando avremo un figlio, sono infastidita e frustrata dai giudizi degli altri"

La storia di Letizia: "Stiamo provando ad avere un bambino, ma non abbiamo particolarmente fretta. La gente invece ci chiede di continuo quando diventeremo genitori, come se fossimo incompleti, o come se non stessimo mantenendo una promessa"

Riceviamo sempre più spesso mail di lettrici e lettori che vogliono condividere le loro storie, riflessioni ed esperienze. Nelle storie di questi lettori si riflettono tematiche  che sono anche all'attenzione del dibattito pubblico come l'identità di genere, la condizione della donna, le nuove forme di bullismo nell'ambiente digitale, le nuove opportunità di definizione del sé e degli stili di vita. Da queste lettere emerge il fatto che nessuno è solo: l'esperienza di chi ci scrive è quella quotidiana di moltissimi altri. 

Per condividere la vostra esperienza potete scriverci a lettere@today.it Le storie selezionate dalla redazione verranno pubblicate.

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"Gentile redazione, sono Letizia e scrivo da Torino. Ho 36 anni e circa quattro anni fa ho conosciuto l'uomo della mia vita. In mente tanti progetti, fare una famiglia insieme, ma non solo. Abbiamo tanti interessi da coltivare, posti in cui viaggiare, esperienze da fare insieme, stiamo veramente bene, e abbiamo deciso dunque di provare ad avere figli, passatemi il termine, senza fretta. 

Ho fatto però il grave errore di dire a un po' di persone che mi avevano chiesto se avremmo voluto figli, che dopo il matrimonio ci avremmo probabilmente provato, senza ovviamente dare un tempo: non ce lo siamo dati neanche noi un tempo.

L'anno scorso ci siamo sposati e, come abbiamo deciso, abbiamo iniziato ad avere rapporti non protetti. Non la viviamo come una corsa o come una gara: ci piacerebbe avere prima o poi un figlio, ma non abbiamo particolare fretta per ora. Forse, vista la nostra età (lui ha 40 anni) sbagliamo, ma per adesso ci va bene così, ci sentiamo di fare così, e penso che qualsiasi decisione forzata sarebbe un errore. Stiamo molto bene insieme in due, penso che un figlio sarebbe un dono, ma mi sento già molto fortunata così con un marito con cui sto benissimo e che non mi fa mancare nulla. Intendiamoci, mi piacerebbe avere un bambino, ma per ora non mi struggo al pensiero.

Il punto è che ho notato che, da quando ho detto in giro, seppur in maniera molto generica, che dopo il matrimonio avremmo probabilmente iniziato a cercare un figlio, sembra che molte persone non si interessino d'altro. Amici, parenti, pure la parrucchiera a cui avevo detto in maniera molto generica che gli eventuali figli sarebbero venutid dopo il matrimonio, periodicamente ci chiedono. E rimangono sempre un po' interdetti quando dico loro, in maniera generica (perché non ho voglia che si facciano gli affari miei) che se i figli verranno bene, e se non verranno pace. Le ultime volte che mi hanno chiesto, ho reagito anche un po' arrabbiata: "Vedete per caso un pancione? State tranquilli che se sarà, ve lo dirò".

Non sto a spiegare loro che ogni volta che ho rapporti con mio marito poi ci penso, anzi ci pensiamo insieme, che ho già avuto alcuni "falsi allarmi" in cui pensavo di essere rimasta incinta e invece niente. Non sto neanche a dire che dopo un anno di tentativi stiamo cominciando a pensare che, se davvero vogliamo avere un figlio, dovremmo rivolgerci a uno specialista. Sarebbe umiliante raccontare gli affari miei, e non so se tutti potrebbero capire. Credo che sia una cosa sensibilissima e soggettiva.

È il classico cliché che non pensavo potesse toccare proprio a me: amici e parenti che iniziano a chiederci periodicamente quando arriva il bambino, e io non so che dire. Come se si potesse programmare con la bacchetta magica. All'inizio non mi importava, pensavo fosse davvero una cosa che si vede solo nei film, ma adesso inizio davvero a essere infastidita e stressata dalla loro insistenza, dai loro sguardi, dai loro giudizi e dai loro consigli non richiesti. Come se fosse una promessa che non manteniamo, come se fossimo incompleti se non siamo in tre. Quando, come e se decideremo di farci aiutare, sarà solo ed esclusivamente affar nostro. Quello che chiediamo è solo un po' di sensibilità: se vedete che una donna non ha il pancione, smettetela di chiederle quando avrà un figlio".

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