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Martedì, 28 Giugno 2022
Al risparmio / Regno Unito

Maniaca dello shopping di seconda mano: "In un anno ho speso mille euro anziché 17mila, da Gucci a Louis Vuitton"

Darryl dal 2019 compra solo più nei "charity shop" di Londra. Ecco cosa sono, e come si fa a risparmiare così tanto

Darryl Baker, 34 anni, di Londra, è veramente una maniaca dei "charity shop", negozi di seconda mano che ricevono abiti smessi in regalo, li rimettono a posto e li vendono a prezzi molto bassi (generalmente finanziando progetti umanitari). Tanto che è dal 2019 che racconta di non aver mai più comprato nulla di nuovo, e passa circa 12 ore la settimana alla ricerca di occasioni speciali nei suoi negozi dell'usato preferiti.

Certo, non è poco tempo: ma per una "fashion addicted" come lei ne vale la pena. Ha trovato una borsa di Marc Jacobs per 5 sterline, un vestito di Diane Von Furstenberg per 4,50 sterine, e un giubbotto jeans della Levi's per appena 4 sterline. "In totale - racconta al Sun - ho speso 900 sterline nell'ultimo anno, risparmiandone più di 15mila". Convertendo, significa che ha speso circa mille euro anziché 17mila, comprando abiti e accessori di alta moda. "Ormai non vado più nei negozi di alta moda dei quartieri bene - spiega -. D'altronde, vesto Prada con il budget di Primark, tutto grazie alla mia ossessione per i negozi dell'usato. Quello che per una persona è spazzatura, per un'altra è un tesoro, e se qualcuno non ha più bisogno dei suoi vestiti di Gucci, Burberry o Marc Jacobs, li prendo io volentieri".

Adesso Darryl è in maternità, e ha confidato di spendere almeno due ore al giorno a "rovistare" tra i prodotti dei charity shop londinesi alla ricerca delle occasioni giuste: "Ho trovato cinque giacche Burberry che nuove sarebbero costate non meno di 6mila sterline. Ho pagato in totale 225 sterline. Ho trovato una borsa di Gucci venduta generalmente per 1500 sterline a 25. È diventata una cosa compulsiva e non posso ignorare l'urgenza di andare a vedere ogni volta se c'è qualche occasione".

Ma come hanno preso i parenti di Darryl questa ossessione per lo shopping di seconda mano? "Alzano gli occhi al cielo quando mando loro le fotografie dei miei ultimi acquisti, e allora ho aperto un account Instagram per mostrare a tutti cosa compro, condividendo consigli e suggerimenti per non incappare in dei falsi. Ad esempio è molto importante prendersi il proprio tempo e osservare bene abiti e accessori per notare se c'è qualcosa che non va. E non lasciatevi ingannare dall'etichetta Made in China: non è necessariamente un fake, molti brand di alta moda producono laggiù".

Altri consigli utili? Tornare spesso nei negozi dell'usato perché aggiornano quotidianamente la merce con nuovi arrivi e pezzi unici. E cogliere l'attimo: "Le borse di Gucci non aspetteranno voi ogni volta che mettete piede in un negozio dell'usato".

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