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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il caso

Martina Scavelli, l'arbitro di volley si dimette: "Stanca di essere pesata come le vacche"

Il suo sfogo su Facebook: "Lo sport dovrebbe unire, anziché emarginare. E io non voglio più essere messa all'angolo per qualche centimetro o qualche chilo in più"

"Cara Paola Egonu, tu sei nera, io sono grassa! Per questo motivo stamattina ho comunicato le dimissioni dal ruolo di arbitro di serie B alla Fipav (Federazione italiana pallavolo)". Comincia così il lungo post su Facebook di Martina Scavelli, giovane direttrice di gara, che si mostra sorridente mentre veste la divisa da arbitro nazionale di pallavolo, conquistata dopo tanti anni di gavetta. Quella divisa che dal prossimo anno abbandonerà a causa dei parametri fisici imposti dai regolamenti internazionali. Dovrà tornare ad arbitrare nel campionato regionale. "Non sopporto più di essere misurata e pesata come si fa con le vacche!", sbotta la giovane che ha deciso di abbandonare quel mondo in cui evidentemente le sue forme non sono ben accette.

Il post di Martina Scavelli, calabrese, si rivolge alla campionessa azzurra che pochi giorni prima ha portato al festival di Sanremo il racconto di episodi di razzismo. E continua: "Lo sport dovrebbe unire, anziché emarginare. E io non voglio più essere messa all'angolo per qualche centimetro o qualche chilo in più! Ho superato i valori previsti di bmi (l'indice di massa corporea, ndr) e circonferenza addominale (nulla di eccessivo). Ho ricevuto una penalizzazione di 3 punti nell'ambito del punteggio "dirigenti di settore" e l'esonero dall'impiego fino al raggiungimento dei valori previsti. La penalizzazione mi porterà, a fine stagione, a passare dalla serie B al campionato regionale, facendo un enorme passo indietro".

Martina non mette in discussione la legge, che negli anni si è impegnata a rispettare, ma non è più disposta a sopportare l'umiliazione: "Parametri fuori norma, certo, ma di poco. Un poco che non scalfisce la qualità del mio servizio. Come se tre dita in più sul mio girovita potessero mettere a rischio una partita di pallavolo che, tra l'altro, non prevede che l'arbitro corra per il campo come succede nel calcio. Le regole sono regole, io le ho accettate e le rispetto, ma non vuol dire che siano sacre e immutabili".

"Ho operato al servizio della federazione dal 2007, con grande senso di responsabilità, devozione e disciplina - continua la ragazza -. Sono sempre stata consapevole dei regolamenti legati all'attività di arbitro e ho mantenuto un comportamento scrupolosamente osservante delle regole, anche in merito ai parametri antropometrici. Mi sono sempre autodenunciata nel momento in cui ho realizzato di superare i parametri imposti. Mi sono sempre autosospesa. A oggi, però, non sono disposta ad accettare che una carriera fondata sui sacrifici e sul massimo rispetto possa essere "calpestata" da imposizioni del genere che non prevedono soglie di tolleranza".

Il post dell'arbitra è stato pubblicato nel giorno di San Valentino, e si conclude così: "Da oggi inizia la mia battaglia per superare la discriminazione imposta da certe norme. Aiutatemi a fare la sentire la mia voce perché non è solo la mia voce. Sono grassa sì! Ma anche di contenuti, voglia di lottare e speranza. Buona festa degli innamorati. Io oggi ho scelto di amarmi un po' di più!".

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