Sabato, 13 Luglio 2024
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Storia di Maya, che riusciva a mangiare solo in diretta su TikTok. E che lotta contro i disturbi alimentari

Sempre più ragazze raccontano via social la loro lotta contro i dca. Cosa ne pensano i medici e cosa ne pensa Maria Monaco, mamma della 15enne che oggi viene seguita da oltre 300mila follower

C'è stato un momento in cui Maya, 14 anni, ricoverata per disturbi alimentari all'ospedale San Paolo di Milano, sosteneva di riuscire a mangiare solamente in diretta su TikTok. Da una parte c'era lei, col sondino al naso ed un corpo ormai ridotto tutt'ossa, che riteneva fondamentale la compagnia dei suoi follower per riuscire ad affrontare quel cibo che da tanto tempo le si presentava ormai come un nemico. E dall'altra c'erano i medici, che la invitavano invece a riprendersi la percezione della realtà, e a staccarsi da quel mezzo verso cui nutrivano forte diffidenza. In mezzo c'era la mamma Maria Monaco che, spiega oggi, "se però non fosse stato proprio per TikTok, oggi non si parlerebbe abbastanza dell'epidemia di disturbi alimentari che sta colpendo le ragazze". 

Che cosa racconta la storia di Maya

È una storia, quella di Maya, che racconta infatti un fenomeno di cui si sta parlando molto in questi mesi su TikTok, piattaforma cinese in cui ciascuno di noi può raccontare la propria vita come fosse un reality show. Sempre più giovani, adolescenti e poco più, descrivono giorno dopo giorno la loro guerra ai dca, direttamente dalle strutture in cui sono ricoverate: e, del resto, sempre più giovani cadono vittime di questi disturbi (come raccontano i dati dell'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, negli ultimi anni i ricoveri sono raddoppiati, e nei casi più gravi l'età d'esordio si è abbassata ad 8 anni). Ed è, sempre quella di Maya, una storia che racconta la complessità e la delicatezza del rapporto che si instaura tra queste ragazze, la piattaforma stessa e il personale medico chiamato a curarle, che non può più ritrovarsi impreparato rispetto al mezzo. 

I video di Maya collezionano centinaia di migliaia di visualizzazioni e quasi mezzo milione di follower, tutti pronti a fare il tifo per lei, ma qualcuno anche a criticarla. Nelle clip, alle sue spalle c'è la parete del reparto di pediatria, con i colori vivaci che si addicono all'infanzia, e in primo piano c'è invece il suo viso scavato, con le ombre più scure del solito per via degli zigomi troppo spigolosi che le aveva scolpito la malattia. Ogni tanto il suo profilo viene bloccato e lei deve ricominciare tutto da capo: a segnalarglielo è chi non concorda col suo racconto così veritiero, così crudo. E un tempo, prima che la ragazza stabilisse un rapporto di fiducia coi medici, che pensava fossero proprio gli stessi dottori a bloccarglielo.

È inutile infatti sottolineare come, in molti casi, il conflitto sul telefonino possa rendere ancora più difficile l'instaurarsi di una relazione di fiducia tra medico e paziente: nel caso dei dca il medico è già visto come un nemico, in quanto, per curare il paziente, gli chiede di mangiare quel cibo da cui invece il paziente è intimorito.

@maya.puravida2 grazie mille💗#dcarecovery ♬ som original - . ♬ ❦

La paure dei medici 

"I medici", racconta oggi mamma Maria, 44 anni, commerciante insieme al marito Marco, "non sono molto contenti che chi soffre di dca si metta sui social, anzi tendono a colpevolizzare questo mondo. Su TikTok infatti si trovano persone con le opinioni più disparate: arrivano complimenti ma anche offese, ed una parola sbagliata può essere difficile da digerire per chi soffre di dca. I dottori mi dicevano di togliere a Maya il telefonino". Però, d'altro canto, "io sapevo che se lo avessi fatto lei sarebbe impazzita", continua, "visto che era l'unico contatto che aveva con l'esterno nel corso di un mese e mezzo di isolamento". E però, d'altro canto, "gli stessi medici si rendevano conto che i grandi amori di Maya, quelli che le davano forza, erano solamente due: ovvero il pattinaggio, che ha praticato sin da bambina, e i social network". Passione quest'ultima nata sin da quando era più piccola, "nonostante abbia sempre avuto un carattere chiuso e intimorito dal giudizio altrui". 

Oltre alle potenziali critiche che potevano arrivare via messaggio, c'era poi un altro pericolo che temevano i dottori. "Maya riusciva a mangiare solo in diretta - spiega Maria - perché sosteneva di sentirsi più tranquilla mangiando e leggendo i messaggi, ma i dottori le dicevano che doveva approcciarsi al vassoio senza la live. Sembrava infatti quasi che la live la distorcesse dal pensiero alimentare, che la distraesse. Ed in effetti devo riconoscere che lei si distraeva molto dalla situazione". "Poi - continua - un giorno un nutrizionista le ha consigliato di cominciare a fare contenuti diversi, non più in diretta e che magari raccontassero la sua giornata". E pian piano c'è stato un affrancamento. 

Sul tema dei ricoveri per dca raccontati su TikTok si è pronunciato tempo fa anche Leonardo Mendolicchio, direttore del Centro di Riabilitazione dei Disturbi Alimentari e della Nutrizione, che a Today sottolineava quelli che, secondo lui, erano i rischi del caso. "Le ragazze che hanno un disturbo alimentare hanno un terribile bisogno di catturare lo guardo degli altri, proprio perché si sentono inadeguate e schiacciate da un giudizio che le devasta", spiegava "ed ogni singolo sguardo di compiacenza è come se fosse una droga: è chiaro che i social diventano così una casa di risonanza potentissima. Ed è chiaro che l'esposizione può essere un problema. Quando però le ragazze si curano bene, questa fame di riconoscimento prende un piega molto più naturale e fisiologica". In merito a questo, Mendolicchio riteneva fondamentale che "questo sistema di gratificazione, che vive attraverso l'idea di catturare l'attenzione degli altri, torni ad essere dal vivo e non funzionale ai meccanismi un po' cortocircuitanti dei social". Poi il dottore puntava il dito contro noi, ovvero il pubblico, "noi che ci nutriamo in modo voyeuristico delle sofferenze degli altri. Noi che siamo una corte di famelici spettatori che, per quanto impietosita, in realtà gode di tutto questo". E contro l'algoritmo, "che sfrutta economicamente questo bisogno voyeuristico delle persone e che fa i suoi comodi". 

Leila Kaouissi, combattere l'anoressia grave su TikTok. I disturbi alimentari in mano all'algoritmo e al voyeurismo del pubblico

@maya.puravida2

Mmmmm che bonta 🤣🏥🥺💪🏼🎗️

♬ Sunroof - Nicky Youre & dazy

La mamma di Maya: "TikTok non va colpevolizzato, le ragazze si supportano a vicenda nella lotta ai dca"

Paure con cui la stessa Maria, mamma di Maya, ha fatto i conti. "Purtroppo, oltre ai sostenitori, esistono anche i detrattori, è vero. Quindi ad un certo punto ho deciso di mettermi accanto a Maya ogni volta che lei faceva una diretta, in modo da poter controllare la situazione, ed abbiamo anche cominciato a coinvolgere dei moderatori, ovvero persone fidate che filtravano i messaggi cattivi modo che a lei non potessero neanche arrivare". Madre attenta e severa, mamma chioccia pronta a proteggere il cucciolo con le sue ali e, al contempo, a beccare chiunque potesse ferire la figlia con un commento sbagliato approfittando di tanta fragilità, negli ultimi tempi Maria in video c'era sempre. "Arrivavano messaggi che la distruggevano. C'era chi le diceva che era ingrassata, che doveva spegnere i social e pensare alla sua vita. Ed io mi rendo conto che qualcuno può impressionarsi di fronte ad una ragazza che si immortala col sondino ma, da mamma, dico anche che dei dca si parla ancora poco. Fosse per me bisognerebbe parlarne già a scuola, e ben venga che se ne parli su TikTok". 

Attorno a Maya si è creata infatti una community positiva e costruttiva, che le ha dato forza nei momenti più difficili. Una community formata sia dalle persone comuni, "che le dicevano che era forte e che doveva andare avanti così". Sia dalle ragazze che, come lei, soffrivano della stessa malattia, ed insieme alle quali ha unito le forze. "Tante ragazzine scrivevano a Maya ringraziandola, perché col suo esempio le stava aiutando a mangiare. Insieme affrontavano la paura del cibo in generale, oppure la fobia per un cibo specifico: per Maya era l'olio, per un'altra ragazza i biscotti Pan di Stelle. Ricordo che un giorno Maya ha chiesto di comprare un pacco di Pan di Stelle e li ha mangiati insieme a questa ragazza durante una live". 

@maya.puravida2

Forza ragazze🎗️💜

♬ Good Vibes (Instrumental) - Ellen Once Again

"I pericoli sono altri"

TikTok insomma, secondo mamma Maria, non va colpevolizzato. O almeno non in questo senso. Perché i rischi esistono, è vero, ma riguardano un altro versante: riguardano cioè persone che hanno un grande seguito sulla piattaforma e che si spacciano per esperti di nutrizione, pur non essendolo. Riguardano le app contacalorie che le ragazze stanno scaricando a pioggia sui propri smartphone, capaci di diventare una vera e propria ossessione. "Mi chiedo come sia possibile che la piattaforma banni la diretta di una ragazzina in ospedale e non blocca invece chi dà consigli di nutrizione pur non avendone le competenze". Quanto invece alle app, alcuni studi scientifici hanno effettivamente già dimostrato l'esistenza di una correlazione con l'acuirsi dei disturbi alimentari, "ma purtroppo", spiega Maria "solo in ritardo io e mio marito siamo venuti a sapere che Maya stessa ne aveva scaricata una. Ai genitori insomma consiglio di non demonizzare TikTok, ma di controllare i telefoni dei propri figli". 

@maya.puravida2

Ciao ciao 🎗️💜

♬ som original - Gui

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