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Lunedì, 26 Febbraio 2024
Storie Venezia

La ministra brasiliana derubata a Venezia che "non può sporgere denuncia"

Confturismo: "Colpa della legge Cartabia". A febbraio un caso simile sempre nel capoluogo lagunare

La ministra della Cultura del Brasile, Margareth Menezes, è stata derubata qualche giorno fa mentre viaggiava su un vaporetto di linea a Venezia. Ma la donna non ha potuto denunciare il ladro. Il motivo? La riforma Cartabia, denuncia il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli.

La riforma, entrata in vigore a inizio anno allo scopo di velocizzare i processi, prevede, tra le altre cose, che alcuni reati, si possano perseguire soltanto quando la vittima ha fatto querela di parte e non più d’ufficio. Questo ha già provocato polemiche nei mesi scorsi, con un caso che ha riguardato proprio la stessa Venezia: una borseggiatrice era stata arrestata dopo aver derubato due turisti. I quali, però, non erano riusciti per motivi di tempo a denunciare l'accaduto. La polizia era riuscita a fermare la donna, ma in assenza di una querela di parte, la borseggiatrice non è stata processata, sfuggendo dunque all'eventuale condanna. 

Menezes, che è anche una cantante e attrice molto nota in Brasile, avrebbe voluto denunciare il furto, ma si è trovata di fronte un altro presunto ostacolo della legga Cartabia: la riforma "impedisce di procedere quando la vittima sia un cittadino proveniente dall’estero che non possa restare in Italia per partecipare all’eventuale processo", scrive il Fatto quotidiano. In sostanza, i furti "non possano essere denunciati da turisti e stranieri provvisoriamente in Italia per l'improbabilità che possano essere presenti a eventuali processi nei confronti di chi delinque", lamenta Michielli, che si appella al ministro della Giustizia Carlo Nordio perché intervenga urgentemente.

"Trovo la cosa di una gravità assoluta - sbotta Michielli - e in questo caso significherebbe indicare alla malavita i turisti come il bersaglio privilegiato di azioni delinquenziali che non implicano alcun rischio di essere perseguite. Chiedo con forza a chi di competenza, al ministro Nordio in primis, di voler intervenire con l'urgenza del caso per porre fine a questa aberrazione in un Paese che, oltre alla sacralità dell'ospitalità, fa del turismo la sua prima industria", conclude il presidente di Confturismo Veneto.

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