Sabato, 31 Luglio 2021
Situazioni difficili / Canada

La toccante testimonianza sul web: "Ho detto ai miei genitori che non me la sento di prendermi cura di mio fratello per sempre"

Il racconto di una ragazza su Reddit: "Mio fratello avrà bisogno di supporto a tempo pieno per sempre. I miei genitori mi hanno detto che dopo la loro morte dovrò pensarci io, e non dovrò mai mandarlo in una casa di cura. Ma crescendo ho realizzato che vorrei un altro tipo di vita"

Ci sono situazioni nella vita che possono essere molto complicate e non c'è sempre una soluzione facile o più giusta di altre. Una di queste è sicuramente rappresentata dal prendersi cura di una persona con disabilità, un compito che richiede molta attenzione e un impegno costante. In Italia da qualche anno a questa parte si è iniziato a parlare del "dopo di noi", espressione che si riferisce al periodo di vita delle persone disabili dopo la scomparsa dei genitori, tema ancora molto dibattuto in tutto il mondo, tra etica, leggi e contributi pratici per aiutare le famiglie che non sempre è facile ottenere. Insomma, la strada da fare è ancora tanta.

In questo contesto, la toccante testimonianza anonima di una ragazza cinese su Reddit è diventata virale, suscitando molti commenti diversi tra loro. "Mio fratello è affetto da disabilità intellettiva, e avrà bisogno di supporto a tempo pieno per il resto della sua vita. Quando i miei genitori hanno fatto questa scoperta, hanno lasciato la Cina perché non è un posto che offre molta assistenza, e si sono trasferiti in Canada. Io sono nata successivamente in Canada. I miei genitori mi hanno fatto sempre capire chiaramente che dopo la loro morte sarò io la responsabile di mio fratello, e che non dovrò mai mandarlo in una casa di cura. Dovrei trovarmi un marito possibilmente ricco, in modo da poter rimanere a casa a badare a mio fratello quando i miei saranno troppo vecchi per poterlo fare. Hanno iniziato a farmi questi discorsi quando avevo 12 anni, e non mi rendevo totalmente conto. Ho finito il college e ho conosciuto il mio attuale fidanzato. Quando gli ho detto che avrei dovuto prendermi cura di mio fratello per sempre, è rimasto sotto shock. Crescendo, ho realizzato che vorrei un altro tipo di vita. Quando mio fratello si arrabbia è difficile stargli intorno, e non vorrei che i miei figli crescessero vedendo tutto ciò. Non voglio nemmeno stare chiusa in casa a prendermi cura di mio fratello mentre mio marito lavora. Ma allo stesso tempo sento che i miei genitori possono contare solo su di me, e mi sento responsabile. A volte, quando ripenso alla mia infanzia, sembra che mi abbiano cresciuta con il solo scopo di pensare a mio fratello".

Un argomento senz'altro non facile e delicato, e la protagonista della vicenda ha cercato di parlarne ai genitori: "Ho detto che avrei portato mio fratello in una casa di cura quando sarebbero invecchiati, e si sono arrabbiati molto, mi hanno detto che sicuramente avrebbero abusato di lui. Ho detto loro che non me la sento di prendermi cura di lui tutto il tempo, e loro hanno anche chiamato il mio fidanzato pensando che fosse lui il responsabile del mio pensiero. Mi accusano di voler abbandonare la famiglia. Ho sentito di cose orribili che accadono nelle case di cura, ma sono consapevole che non tutte sono così, e non voglio lasciare il mio lavoro per prendermi cura di lui. Sono una brutta persona?".

Su Reddit hanno risposto decine di altre persone, a volte raccontando la loro dolorosa esperienza, mostrando comunque sempre empatia e comprensione nei confronti della ragazza per la situazione difficile, in bilico tra senso del dovere (e di colpa) e voglia di vivere la propria vita in modo diverso rispetto a quanto pianificato dalla famiglia. "Ci sono molti modi per prendersi cura di persone con disabilità intellettiva. Ci sono centri diurni, case di cura in cui potresti fare visita a tuo fratello quando vuoi. Anche tu sei un membro della famiglia, anche il tuo futuro conta, hai fatto la cosa giusta mettendo in chiaro le cose". "Mia sorella vive in una casa di cura apposita - dice un altro commentatore - e la vediamo sempre felice, sicuramente più di quanto avrebbe potuto essere con noi in casa". E ancora: "Tuo fratello ha bisogno di un piano di cura nel lungo periodo che non può basarsi su una persona sola. I tuoi genitori si sono trasferiti dalla Cina al Canada perché volevano che lui fosse ben seguito. Cerca di capire quali risorse avete per essere sicuri che questo accada. Non significa solo portarlo in una casa di cura, può voler dire anche solo trovare una persona che lo assista anche nel caso in cui tu e la tua famiglia, per fare un esempio, veniate rapiti domani".

Il lato bello del web è che la ragazza ha trovato anche consulenza: "Ho passato molti anni a lavorare nel settore - risponde un utente - abito negli Usa quindi non conosco la legge in Canada, ma penso che la tua famiglia possa richiedere diversi tipi di aiuto ai servizi sociali. Prova a cercare su Google cosa prevedono i servizi sociali per persone disabili nella tua città, potrebbero esserci organizzazioni o associazioni che ti possono supportare". "Mio figlio è disabile intellettivo - dice un altro - vive in una speciale casa di cura, e non subisce abusi. Lo visitiamo spesso e lavoriamo in sinergia con il centro. A volte è meglio avere personale specializzato che possa prendersi cura di chi è affetto da determinate forme di disabilità".

"Sono un'insegnante di sostegno - racconta una persona nei commenti - e ho visto altre situazioni come la tua. Non sei una brutta persona. Ci sono genitori di persone con disabilità che pensano che un fratello possa prendersi cura di loro, e che le case di cura siano un inferno. Nessuna delle due cose è vera. Penso che tuo fratello potrebbe stare meglio in una residenza che non vivendo con te. I genitori spesso non pensano che anche i figli invecchiano: tu a 85 anni potresti prenderti cura di tuo fratello a 90 anni? Non è realistico, dunque continua a vivere la tua vita come tu l'hai scelta, con una famiglia, un matrimonio, una carriera, e così via".

"So che la tua situazione è difficile e pesante, ci sono passata anche io - si confida un'altra - e prima che avessi figli volevo prendermi cura di mio fratello, che aveva bisogno di cure 24 ore al giorno. Alla fine ci siamo resi conto che aveva bisogno di un livello di assistenza che non sarei stata in grado di dargli. All'inizio, quando lo abbiamo portato in una casa di cura, ci si è spezzato il cuore. Ma siamo consapevoli che non saremmo mai stati in grado di assisterlo come fanno nel centro in cui risiede. Non sentirti in colpa e informati. Ci sono molte opzioni e programmi per le persone con disabilità, ormai, non sono più le tradizionali vecchie case di cura". 

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