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Sabato, 4 Febbraio 2023
Il processo

Dopo una notte di sesso l'amante diventa una stalker e fa saltare il matrimonio

La ragazza ha iniziato a prendere di mira la donna a cui aveva sottratto il fidanzato ricoprendola di insulti e creando falsi profili dove spacciava la vittima per prostituta

Si è aperto il processo nei confronti di una 39enne di origini russe accusata di stalking e diffamazione aggravata nei confronti di una riminese 52enne finita nel mirino della straniera in seguito a una boccacesca vicenda. La storia inizia nel 2016 quando, la vittima, era fidanzata già da tempo con un imprenditore 51enne.

La coppia viveva insieme e aveva già pianificato il matrimonio ma, poco prima delle vacanze natalizie di quell'anno, una furiosa litigata per banali motivi aveva portato la 52enne ad abbandonare l'appartamento in cui conviveva con l'uomo. L’imprenditore, però, pare si fosse rifatto subito conoscendo la straniera che gli era stata presentata da un amico e con la quale aveva avuto una relazione infuocata durata però solo una notte. Poco prima di Natale, infatti, la coppia aveva appianato i loro dissidi e senza che la 52enne sapesse nulla della scappatella era tornata insieme all'imprenditore per trascorrere le festività a casa di lei.

È stato a questo punto che, venendo a conoscenza del ritorno di fiamma, la 39enne era tornata alla carica iniziando a contattare via social la donna per informarla di essere "una cornuta" e per dar via una campagna diffamatoria su Facebook. Sia sulla pagina personale delle 52enne, che quella del locale notturno riminese dove si occupava della gestione dei tavoli, erano iniziati ad apparire messaggi ad alto contenuto diffamatorio dove la donna era accusata di spacciare droga e prostituirsi nella discoteca.

Una sequela di post infamanti che, tra le altre cose, venivano inviati anche alla madre della 52enne. Una situazione oramai disperata per la vittima, molto conosciuta a Rimini, anche perchè di pari passo erano spuntati dei falsi profili Facebook con le foto della donna dove veniva fatta passare per una escort. La campagna denigratoria aveva messo a dura prova la relazione riallacciata in extremis col 51enne tanto che, alla fine, i due si erano lasciati definitivamente ma nel frattempo i messaggi di odio non si erano placati. Anzi, a questi si erano aggiunte anche le minacce con la 39enne che aveva promesso alla rivale di aspettarla sotto casa armata di pistola.

La situazione si era fatta pesante a tal punto che la vittima aveva denunciato tutto in questura col questore che, nel 2017, aveva emesso anche un ammonimento nei confronti della 39enne che però aveva proseguito la sua condotta tanto da essere stata rinviata a giudizio dal gip e finita adesso a processo con la 52enne che si è costituita parte civile con l'avvocato Lorenzo Manfroni.

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