Giovedì, 28 Ottobre 2021
Pubblica umiliazione / Australia

“Le regole dell’acquapark? Umilianti, mia figlia vittima di body shaming”

Un operatore avrebbe detto alla ragazzina: ‘Scusa, ma pesi troppo e non posso lasciarti scendere’, mentre la bilancia si illuminava di rosso davanti a tutti

Il personale di un parco acquatico a Perth, Australia, ha dovuto scusarsi dopo che una madre ha accusato la struttura di aver umiliato la figlia.

Alcuni visitatori sono rimasti inorriditi quando lo staff li ha costretti a pesarsi utilizzando una bilancia, per capire se potessero o meno entrare in un’attrazione del parco.

Una mamma si è rivolta al quotidiano “The West Australia” dicendo che la sua figlia 13enne è stata umiliata a causa di questo sistema imbarazzante per capire se la ragazzina potesse utilizzare uno scivolo d’acqua. “La mia figlia maggiore ha portato la minore, che ha necessità speciali, in coda per lo scivolo. Ha notato la bilancia ma è rimasta comunque con sua sorella e i suoi amici. Una volta in cima, è stata fermata dallo staff che le ha chiesto di pesarsi. Lo ha fatto e la bilancia si è illuminata di rosso, segno che non c’era il via libera. Un operatore si è avvicinato e le ha detto ‘Scusa, ma pesi troppo e non posso lasciarti scendere’”.

La mamma si è detta disgustata poiché la figlia si è dovuta incamminare mestamente giù per le scale in una sorta di “walk of shame”, percorso della vergogna. Parlando con altri clienti, ha detto che molti altri di loro si sono sentiti umiliati.

La compagnia si è scusata per questo sistema decisamente poco delicato con un comunicato stampa pubblicato su Facebook in cui si legge che “sforzandoci di migliorare la sicurezza degli utenti su alcuni dei nostri scivoli con alcuni nuovi sistemi, abbiamo gestito male la comunicazione e abbiamo fatto arrabbiare i nostri clienti”. Il Ceo Andrew Sharry sottolinea: “Lunedì ho contattato un esperto specializzato in estetica e disordini alimentari e adesso comprendo come questi sistemi di sicurezza possano essere stati visti come traumatici e umilianti da alcuni dei nostri ospiti. Mi dispiace sinceramente aver causato stress. Il nostro intento è creare felicità e ricordi magici. Non lo abbiamo dimenticato, e penso che possiamo fare di meglio. Ho parlato con la famiglia coinvolta e mi sono personalmente scusato”.

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