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Lunedì, 29 Novembre 2021
Pregiudizi / Italia

"Dopo anni di relazione etero ho scoperto di essere omosessuale, mi sento doppiamente giudicato"

"La gente mi chiede se non ci potevo pensare prima, come se fosse una cosa che potevo decidere. Dovevo sentirla, scoprirla, prenderne consapevolezza e ognuno ha il suo momento per farlo"

Riceviamo sempre più spesso mail di lettrici e lettori che vogliono condividere le loro storie, riflessioni ed esperienze. Nelle storie di questi lettori si riflettono tematiche  che sono anche all'attenzione del dibattito pubblico come l'identità di genere, la condizione della donna, le nuove forme di bullismo nell'ambiente digitale, le nuove opportunità di definizione del sé e degli stili di vita. Da queste lettere emerge il fatto che nessuno è solo: l'esperienza di chi ci scrive è quella quotidiana di moltissimi altri. 

Per condividere la vostra esperienza potete scriverci a lettere@today.it Le storie selezionate dalla redazione verranno pubblicate.

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"Sono un uomo di 37 anni e sono stato sempre con ragazze, fin da quando ero adolescente. Ne ho avute anche parecchie, prima di legarmi a quella che pensavo sarebbe stata la donna della mia vita. Apparentemente sembrava andare tutto a gonfie vele, anche se avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa, ma non sapevo bene cosa. A un certo punto, ho incontrato un ragazzo che mi ha subito catturato con il suo modo di fare spigliato, simpatico e siamo diventati molto amici. Lui era già omosessuale dichiarato, e dunque per lui era normale flirtare con un uomo, mentre per me è stata la prima volta. Gli ho lasciato fare, mi sono sentito attratto da lui, ma anche molto turbato allo stesso tempo. Ho pensato fosse un periodo, una curiosità, una fantasia. Ammetto di aver già fantasticato, in passato, su altri uomini, ma mi sembravano semplicemente fantasie.

E invece pian piano mi sono innamorato. Grazie anche a lui che ha capito la mia difficoltà iniziale e mi è stato vicino, ho preso consapevolezza dei miei sentimenti: per me, cresciuto in una famiglia all'antica, non è stato per niente facile. Quando ho lasciato la mia compagna e le ho detto che mi ero innamorato di un uomo sono stato malissimo con me stesso, consapevole che stavo buttando all'aria anni di storia e di sogni, soprattutto suoi, e avevo paura del giudizio degli altri. Della mia famiglia, di quella della mia ex, di tutti. Mi sentivo completamente solo. Mi sarei sentito anche totalmente incompreso se non fosse stato per lui, che mi è rimasto vicino.

"Doppiamente giudicato perché prima stavo con una donna"

Adesso, quando racconto la mia storia, spesso mi sento doppiamente giudicato: penso che la gente fatichi a capire, ancor prima della mia omosessualità (sono omosessuale o bisessuale? Non so, le etichette mi stanno strette), il fatto che prima io sia stato a lungo con una donna, e che prima di questa svolta io abbia sempre e solo avuto relazioni con donne. A me dispiace molto di aver fatto soffrire la mia ex a cui voglio molto bene, ma penso sia molto importante per tutti aver acquisito questa nuova consapevolezza di me.

Vedo negli occhi della gente la domanda: "E non te ne potevi accorgere prima?", e ci soffro ancora. Come se avessi potuto decidere da un giorno all'altro chi volevo essere, premendo un interruttore. E invece è stato un percorso di consapevolezza sofferto, e penso che ognuno abbia i suoi tempi per compierlo. Per alcuni il momento viene prima, per altri viene dopo, altri ci mettono più tempo, altri ancora non ci arrivano mai. Ma è incredibile che in questa società una persona debba sentirsi ancora così giudicata".

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