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Martedì, 25 Gennaio 2022
Sessualità / Italia

La lettera: "Sono asessuale e non mi sento compreso in una società che basa tutto sul sesso"

Michele: "Non mi sento sbagliato, sto bene con me stesso, ma è dura vivere in una società in cui ci sono continuamente riferimenti al sesso"

Riceviamo sempre più spesso mail di lettrici e lettori che vogliono condividere le loro storie, riflessioni ed esperienze. Nelle storie di questi lettori si riflettono tematiche  che sono anche all'attenzione del dibattito pubblico come l'identità di genere, la condizione della donna, le nuove forme di bullismo nell'ambiente digitale, le nuove opportunità di definizione del sé e degli stili di vita. Da queste lettere emerge il fatto che nessuno è solo: l'esperienza di chi ci scrive è quella quotidiana di moltissimi altri. 

Per condividere la vostra esperienza potete scriverci a lettere@today.it Le storie selezionate dalla redazione verranno pubblicate.

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"Ciao redazione, mi chiamo Michele, ho 33 anni e non ho mai avuto (o quasi) una ragazza. Ho avuto qualche storiella nella vita finora, ma niente di importante. Nulla che portasse fino alla fatidica tappa del sesso, una cosa che non ho mai cercato. Crescendo, il sesso ha continuato a non interessarmi e non ho più avuto relazioni. Visto che mi sono sempre considerato etero, mi sono chiesto molte volte (e so che anche molti miei amici lo hanno fatto) se fossi omosessuale, cercando dentro di me la risposta. Oppure se non cercassi il sesso per paura o per timidezza, magari la verità era che non ci volevo neanche provare, che avevo il terrore del rifiuto o di passare per inesperto.

Ma non penso sia così: quando sono da solo non mi ritrovo e non mi sono mai ritrovato neanche in passato a fantasticare sul sesso, nè con donne nè con uomini. Penso di essere asessuale, ho già sentito parlare più volte di questa caratteristica, ho fatto anche parecchie ricerche sul web: è la mancanza di attrazione sessuale verso qualunque individuo, ma la sensazione - vivendo in una società in cui il sesso è più o meno sempre al centro di ogni cosa - è di essere profondamente sbagliato. 

Ho provato a parlarne con uno dei miei migliori amici, mi ha ascoltato, ma penso che non abbia compreso. Credo che si aspettasse piuttosto che gli rivelassi di essere gay, e di aver trovato magari finalmente la mia strada con un uomo. Mi ha chiesto se avessi provato a mettermi in contatto con uno psicologo e questo, nonostante io abbia percepito la sua gentilezza, mi ha ferito: non mi sento sbagliato, io sto bene con me stesso, sento che sto seguendo le mie inclinazioni e i miei reali interessi.

Non mi sento a mio agio però in questa società in cui se non fai sesso sei sbagliato. Non mi sento neppure solo perché ho tanti amici, penso di essere una persona profonda, però avverto il loro pensiero e i loro sguardi: credono probabilmente che io sia strano, per loro probabilmente il fatto che io non abbia mai partner è un'anomalia. Poi viviamo in una società in cui - dalla pubblicità in tv al modo di scherzare, dai programmi alle riviste - ci sono costantemente riferimenti al sesso: indipendentemente dall'orientamento sessuale, se non fai sesso sei considerato sfigato, uno con dei problemi, ridicolo, insomma non è concepibile. Soprattutto, in questa società, se sei maschio.

Mi piacerebbe invece che la società imparasse ad accettare le persone asessuali, anche perché non ho mai escluso di innamorarmi nella mia vita, ma sarebbe sicuramente complicato spiegare a una ragazza che l'amore senza sesso, nel mio universo, può esistere".

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