Domenica, 18 Aprile 2021
Regno Unito

Terapia d'urto: cura l'aracnofobia con 58 tarantole in salotto

L'incredibile storia di una donna in Inghilterra che, per superare il suo terrore, ora vive con 58 tarantole

Foto di repertorio

Gemma Wright - residente a Chelmsford, Inghilterra - non ricorda quando iniziò la sua paura dei ragni. Sua madre si metteva a piangere e strillare anche solo a vederne uno: forse per quello anche lei ne rimase terrorizzata. Crescendo, la paura aumentò: aveva attacchi di panico e si bloccava anche solo davanti a un ragno piccolissimo, pensando a tutte quelle gambe ed al modo in cui corrono veloci. Il panico cresceva, lei iniziava a sudare e ad affannarsi. Il suo sogno ricorrente era di trovarsi in una stanza buia circondata da ragni per poi svegliarsi urlando. Un incubo terribile.

Si era resa conto di non poter uscire di casa senza correre il rischio di spaventi atroci. Insomma doveva finire. Così Gemma iniziò su Internet a fare ricerche sui ragni. Dapprima cercando di familiarizzare con le immagini, e ce ne volle un bel po’ prima di poter vedere quelle figure senza agitarsi.

Dopotutto - pensava - se avesse avuto un ragno potendo sempre sapere dov'era, non si sarebbe spaventata.

Sei anni dopo, stando a quanto riportato da The Guardian, Gemma è arrivata a possedere 58 tarantole, tutte in grandi scatole di plastica impilate l'una sull'altra in soggiorno. Prendere la prima è stata una scommessa: suo marito, Dom che è sempre stato molto comprensivo e tollerante nei confronti della sua fobia, pensava che stesse scherzando quando lei gli ha detto del suo nuovo acquisto.

Togliere l’imballaggio alla scatola arrivata per posta è stato terrificante: “Ho gridato alla vista delle sue enormi gambe rosse” ricorda Gemma. Ma una volta sistemata la nuova arrivata chiese al marito "Non ho bisogno di due tarantole, vero?". Dom rispose ovviamente di no. Chissà come funzionano queste alchimie tra moglie e marito, sta di fatto che - ovviamente - dopo una settimana arrivò una seconda tarantola e ora sono a dozzine.

“Non maneggio le tarantole perché potrei stressarle”, sottolinea, “ma le ho toccate delicatamente e sembrano soffici, anche se i peli sono in realtà piuttosto ruvidi. I loro addomi sono morbidi, ma una tarantola può diventare aggressiva se quei peli captano una minaccia. Quindi, se apro una gabbietta e un ragno inizia a sfregare il suo addome contro la mia gamba, mi ritraggo velocemente. Ne ho uno, un gigante colombiano rosso, bianco e nero di venti centimetri chiamato Shiva, che ha questa straordinaria tecnica di difesa di saltare e girare in cerchio”.

Gemma spiega come le tarantole siano molto semplici da mantenere, purché abbiano acqua. Sono ragni che non mangiano nemmeno molto spesso, sono sufficenti cavallette e piccoli grilli. Il suo primo ospite - Nightshade - è stato 16 mesi senza mangiare. È della specie Grammostola rosea, che vive tra le rocce del deserto, ed è abituato al risparmio energetico.

“Per i loro nomi mi ispiro alla fantascienza: c'è Jubilee degli X-Men, Ludo di Labyrinth, Nebula dei Guardiani della Galassia e Genie, in onore di David Bowie. Il mio preferito è un Grammostola Pulchripes chiamato Comandante Strax, di Doctor Who. Ha un carattere così dolce… “.

Nelle tarantole la differenza tra maschi e femmine si vede quando sono adulte. Le femmine sono generalmente il doppio delle dimensioni dei maschi. La maggior parte dei maschi sviluppa ganci tibiali sulle zampe anteriori, che devono tenere lontane le zanne della femmina durante l'accoppiamento, perché se non sono veloci finiranno per essere la cena della loro partner. La femmina infatti proverà sempre a mangiare il maschio dopo l’accoppiamento. Per questo Gemma ha sempre evitato che i suoi ragni potessero accoppiarsi.

“Non sono mai stata morsa da una tarantola. Mordono raramente. Quasi tutti i ragni sono velenosi, ma soprattutto qui nel Regno Unito le loro zanne non sono abbastanza grandi da forare la pelle umana. Un morso di tarantola farebbe male e in casi estremi potresti morire. Di solito però non ci si sente peggio di una puntura d'ape”.

“Direi che ora ho sviluppato una sorta di dipendenza dai ragni”, conclude Gemma. “Se affronti una paura e la sconfiggi, ne rimani affascinato o addirittura ti innamori di ciò di cui avevi paura. Ora li amo. Quando uno muore, piango.” Dom, il marito, è terrorizzato dai coccodrilli… ma non lo ha ancora detto a Gemma.

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