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Domenica, 29 Gennaio 2023
Storie Cremona

Proiettano film horror in terza media nell'ora buca: studenti svenuti

I genitori hanno scritto una lettera di protesta al preside

"Prof, guardiamo un film?": la proposta è arrivata dagli stessi studenti e quando il docente ha dato il suo ok ha lasciato ai ragazzi la libertà di vedere quello che desideravano. Così i ragazzi hanno scelto un film splatter, vietato ai minori di 18 anni, "Terrifier", una pellicola del 2016 particolarmente dura e violenta che ha come protagonista un clown omicida seriale. Risultato: di fronte a scene di squartamenti, sangue e omicidi cruenti in serie, molti degli alunni si sono sentiti male, lamentando nausea e svenimenti, così la proiezione è stata interrotta.

È successo in una terza di una scuola media di Cremona e ora, inevitabilmente, è salita la rabbia dei genitori che hanno scritto al dirigente scolastico chiedendo spiegazioni. E domandando come fosse stato possibile consentire la visione di un film di quel tipo, intuibilmente in grado di urtare la sensibilità di alunni che, almeno in larga parte, anche solo per l'età che hanno, sono facilmente impressionabili e impreparati a gestire quel tipo di emozione.

Il dirigente ha preferito non commentare, limitandosi a spiegare che l'amministrazione scolastica "ha agito nelle modalità previste". Sul caso è intervenuto anche Giovanni Schintu, gestore del Filo, uno dei cinema-teatro del capoluogo lombardo. "Lascia davvero senza parole — ha commentato — la superficialità con la quale il docente ha acconsentito alla visione del film senza nemmeno informarsi sulla tipologia, lasciando poi agli studenti stessi la scelta ultima di cosa vedere. E questo lascia intendere come il cinema purtroppo e troppo spesso sia ritenuto da molti un banale momento di intrattenimento. Sconcerta, in particolare, che in barba a qualsiasi normativa sia stato fatto vedere un film che non risponde assolutamente al concetto di visione per uso scolastico".

Certo, alla media non sono arrivati i carabinieri com’era accaduto a febbraio di quest’anno in una scuola elementare di Gessate dove sei genitori di bimbi di quinta si erano presentati a ritirare i figli durante la proiezione de "La vita è bella" di Benigni. "Dopo aver visto il primo tempo, una bambina piangeva a dirotto. Non si discute il capolavoro, ma alcuni bambini sono più sensibili e impressionabili", aveva spiegato un papà.

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