In Namibia c'è... una nave "affondata" nel deserto

Cosa ci fa una nave nel bel mezzo del deserto del Namib? Ecco la spiegazione

Credits: Commons Wikimedia@ Laika ac

La Namibia è un Paese dell’Africa Sud-occidentale ed uno dei tratti più noti del suo territorio è il deserto del Namib, che si trova lungo la costa atlantica. La Skeleton Coast è la parte più settentrionale di questa costa anche se questo nome lo si usa in senso più generico per indicare la parte costiera del deserto del Namib fino al fiume Orange. La Skeleton Coast è nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere; verso l'interno il deserto si estende per decine di chilometri, e dal mare è difficile avvicinarsi a causa delle forti onde causate dalla corrente del Benguela.

Per questi motivi la costa era chiamata dai Boscimani "la terra che Dio ha creato con rabbia", mentre il nome odierno si riferisce alla gran quantità di relitti arenati lungo la costa.

Per chi in passato si trovava a navigare da quelle parti la prova era davvero dura; le dune del deserto qui avanzano incessantemente sferzate dal vento sino al punto di modellare lo stesso fondale marino, formando banchi che neanche le cartografie riuscivano a mappare con precisione.

La fitta nebbia che si riversa dalla terra quasi tutte le mattine rende difficile capire la propria posizione, al punto che per molti navigatori il passaggio dalle onde dell’oceano alla sabbia calda e infernale del deserto è stato davvero repentino.

Un relitto in particolare sembra rappresentare al meglio questo inferno.

Intrappolata in una coltre di fitta nebbia, la nave mercantile “Eduard Bohlen” si incagliò lungo la Skeleton Coast il 5 settembre 1909. La nave da carico, lunga circa 100 metri e governata da 30 persone di equipaggio, ora giace parzialmente sepolta sotto la sabbia, destinata a non completare mai il suo viaggio verso Cape Town. A rivelarlo, il sito del turismo in Namibia.

Stranamente, la nave sembra essere affondata nel mezzo del deserto. In realtà negli anni seguenti al suo affondamento, il deserto iniziò a mangiarsi la costa, ed ora il relitto si trova a più di 300 metri dall'acqua. È diventato una tappa obbligata per gli appassionati di relitti, gli appassionati di storia e di esploratori del deserto.

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Ora le folate di sabbia portate dal vento hanno sostituito l'acqua dell'oceano che una volta lambiva i suoi resti arrugginiti. La Skeleton Coast è diventata una sorta di cimitero di navi a cielo aperto e molti altri relitti disseminano il deserto intorno all'Eduard Bohlen. Alcuni rimangono ancora nelle mani dell'oceano, mentre altri non sono altro che pochi pezzi di legno che spuntano dalla sabbia, ben visibili anche dalle immagini satellitari e dai più noti software di mappatura terrestre.

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