Giovedì, 4 Marzo 2021
Dimenticanze importanti / Stati Uniti d'America

Programmatore perde la password di un deposito di bitcoin da 230 milioni di dollari

Nel corso degli anni Stefan ha tentato di azzeccare la password persa nel 2011, ma finora ha fallito otto volte, il che gli lascia solo altri due tentativi prima che l'IronKey si blocchi definitivamente

Password, pin, puc, user id, codice identificativo, codice di accesso, alfanumerico, solo numerico, con caratteri speciali, di almeno 8 caratteri, meglio se almeno di 10... che confusione! Ormai tutte le risorse informatiche a cui accediamo giornalmente, dal computer al bancomat, ci richiedono dei codici per garantirne la sicurezza dell’utilizzo da parte nostra. Ed è giusto che sia così, basta pensare ad esempio a tutti i dati che custodiamo sul telefonino, nel quale ormai c’è tutta la nostra vita. L’importante è ricordarle tutte, queste benedette password! Già, e questo non è un problemino da poco, anche se ormai – specie gli smartphone – ne consentono, attraverso la identificazione dell’utente tramite i dati biometrici, una più agevole memorizzazione.

Ma la tentazione di scrivere comunque da qualche parte (perché non si sa mai) quella specifica password è comunque forte. Alzi la mano chi non lo ha mai fatto...

Di certo lo aveva fatto anni addietro un programmatore di computer, annotandosi la password di un deposito di criptovaluta sul classico foglietto, poi finito chissà dove. Niente password, niente accesso al deposito. Lievitato di valore nel corso degli anni sino agli attuali 230 milioni di dollari, spicciolo più, spicciolo meno.

Riuscite a immaginare di avere 230 milioni di “verdoni” nel portafoglio e nessun modo per accedervi? Questa è esattamente la storia del programmatore di San Francisco, Stefan Thomas, che ha cercato di ricordare la password del suo IronKey, uno speciale disco rigido che contiene le chiavi private di un portafoglio digitale con 7.002 Bitcoin. Ha ricevuto la valuta digitale 10 anni fa, mentre viveva in Svizzera, da uno dei primi utilizzatori di Bitcoin, come pagamento per un video animato che aveva realizzato, dal titolo "What is Bitcoin?"

Già da allora aveva smarrito la password per la sua IronKey, ma dal momento che un Bitcoin valeva allora solo circa 5 dollari, la cosa non lo ha turbato più di tanto. Ma le cose da allora sono decisamente cambiate…

"Mi sdraiavo sul letto e ci pensavo", ha dichiarato Thomas al New York Times " Poi andavo al computer con una nuova idea, che regolarmente non funzionava, e ritornavo a letto disperato."

Nel corso degli anni Stefan ha tentato di azzeccare la password persa nel 2011, ma finora ha fallito otto volte, il che gli lascia solo altri due tentativi prima che l'IronKey si blocchi definitivamente. Per non pensare a quella montagna di soldi congelati Stefan ha messo il disco rigido in una struttura segreta e sicura fino a quando un giorno un intelligente crittografo non troverà un modo per violare l'IronKey.

"Sono arrivato a un punto in cui mi sono detto: Lascia perdere, fallo per la tua salute mentale ", ha dichiarato Thomas.

Nel caso in cui le criptovalute non siano proprio il vostro pane quotidiano è bene che sappiate che il Bitcoin ha raggiunto all’inizio dell’anno il prezzo record di quasi 42mila dollari e, nonostante un calo significativo, oscilla tutt’ora sui 33mila dollari. Ciò rende i 7.002 Bitcoin di Thomas piuttosto preziosi.

La sua storia ha attirato molta attenzione online negli ultimi tempi e qualcuno si è anche offerto - ad un prezzo adeguato – ad aiutarlo ad accedere al suo tesoro di bitcoin.

È interessante notare che casi come quello di Stefan non sono proprio così rari come si potrebbe pensare. La società specializzata in criptovalute “Chainalysis” stima che circa il 20% dei 18,5 milioni di Bitcoin disponibili sembra essere bloccato in portafogli inaccessibili. 

Morale: com’era la password?

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