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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Gianluca Anoè

Opinioni

Gianluca Anoè

Giornalista Today

Non chiamatelo turismo spaziale

Non Elon Musk, non Jeff Bezos. Nel 2021, anno che passerà alla storia di diritto come quello che ha inaugurato il turismo spaziale, la palma di 'pioniere' spetta a Richard Branson, fondatore della Virgin Group, che oltre alla notissima catena di palestre incorpora un totale di 400 compagnie, tra cui la Virgin Galactic, nata appositamente con lo scopo di creare un'offerta di voli spaziali per il mercato commerciale. È l'11 luglio, e l'allora 70enne magnate britannico si fa un ricco regalo di compleanno (avrebbe compiuto 71 anni qualche giorno dopo): è infatti tra i sei protagonisti del primo volo suborbitale, che per una manciata di minuti ha superato il confine dell'atmosfera, a circa 85 chilometri di altezza, sopra il deserto del New Mexico.

"A tutti i bambini laggiù, una volta ero solo un bambino con un sogno che guardava in alto, verso le stelle. Ora sono un adulto in un'astronave, con tanti altri meravigliosi adulti, che guarda in basso, verso il meraviglioso pianeta Terra. Alla prossima generazione di sognatori: se noi abbiamo fatto questo, provate a immaginare cosa riuscirete a fare voi". Con queste parole e la voce rotta dall'emozione, aveva voluto condividere con tutti la sua impresa. Anche con chi ha bruciato sul tempo, Bezos e Musk su tutti, che poi si sono rifatti con gli interessi, ma che forse rosicheranno per sempre per non essere stati davvero i primi.

Nove giorni dopo Branson, arriva proprio il turno di Jeff Bezos, fondatore e presidente di Amazon, secondo uomo più ricco della Terra, e patron di Blue Origin. Il miliardario originario di Albuquerque è decollato con altri tre passeggeri dal deserto del Texas, a bordo del New Shepard, inaugurando il primo volo suborbitale della sua compagnia. Significativa la data del volo, avvenuta nel 52º anniversario dello storico sbarco dell'Apollo 11 sulla Luna. A fare compagnia a Bezos, c'erano il fratello Mark, l'82enne ex pilota Wally Funk, e il 18enne Oliver Daemen, fino ad allora la persona più anziana e quella più giovane a raggiungere lo spazio.

Persa l'occasione di essere il primo a lanciare il turismo spaziale, Elon Musk e la sua SpaceX il 16 settembre hanno dato il via alla prima missione - Inspiration4 - a cui ha partecipato un equipaggio di soli civili, senza la partecipazione di alcun astronauta professionista. Solo poche settimane prima, l'azienda aerospaziale aveva conquistato il record del sistema di lancio più grande del mondo, con i 120 metri di altezza raggiunti montando la navetta Starship SN-20 sul razzo Super Heavy.

Anche in questo caso la risposta di Bezos non si è fatta attendere, alimentando quella che più la corsa allo 'spazio per tutti' si è trasformata nella sfida a chi 'lo fa prima'. È così che Mr. Amazon ha puntato su un nome ad effetto per il secondo volo suborbitale con equipaggio Blue Origin: a 90 anni tondi, William Shatner, per tutti Capitan Kirk di 'Star Trek' ha preso parte alla spedizione, conquistando il record di uomo più anziano nello spazio e riuscendo in ciò che prima di allora aveva potuto fare solo all'interno del set della celebre serie tv. Roba da nostalgici e sognatori, verrebbe da dire.

Negli ultimi mesi del 2021, invece, l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha inviato l’attrice Yulia Peresild e il regista Klim Sipenko sulla Iss per girare alcune scene del film 'The Challenge', battendo così sul tempo il  protagonista di 'Mission impossible' Tom Cruise, mentre due settimane fa un nuovo volo suborbitale della Blue Origin ha ospitato a bordo la figlia di Alan Shepard, il primo americano nello spazio, e l’ex giocatore di football Michael Strahan.

È stato un anno - o meglio una seconda metà di anno - fondamentale per il decollo del turismo spaziale, è lecito essere entusiasti, ma parlare di un vero e proprio 'futuro', beh, sembra proprio prematuro e avventato. Ci sono ostacoli attualmente insormontabili per chiunque e sono in primo luogo di natura economica. Andare nello spazio costa in maniera spropositata e chi lo può fare ha conti in banca che superano i dieci zeri, oltre ai pochi fortunati che "vincono la lotteria" e sono inclusi nella spedizione di turno. Basta guardare proprio a Inspiration4, dove i componenti della missione, in tutto e per tutto eterogenei, sono stati scelti con criteri che permettano anche un ritorno di visibilità: e quindi ecco perché la prima volta nello spazio di una donna pilota di colore e di una portatrice di protesi.

Oltre ai soldi, poi, c'è anche la necessaria formazione, non una preparazione paragonabile a quella di un astronauta, ma alcuni mesi di training per arrivare pronti al momento più importante della propria vita è indispensabile. Il problema? Una persona comune, di norma, difficilmente troverebbe il tempo di formarsi. E poi c'è un altro aspetto, non così secondario: essere lanciati nello spazio è pericoloso, e questo vale tanto per i civili, quanto per gli astronauti che nello spazio ci vanno per lavoro. Siamo proprio sicuri di volerlo definire turismo? Mettiamola così: un civile che va nello spazio non è un turista, ma un privilegiato coraggioso. E l'immagine che segue spiega molto bene il perché.

Cupola Dragon (SpaceX)-2

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