Lunedì, 18 Ottobre 2021
Gianluca Anoè

Opinioni

Gianluca Anoè

Giornalista Today

Se compri elettronica ricondizionata, aiuti l'ambiente

Se compri ricondizionato, aiuti l'ambiente. Non è un motto, ma un dato di fatto. Andiamo con ordine. Un prodotto ricondizionato è solitamente un dispositivo elettronico - uno smartphone, un laptop, una fotocamera - usato ma in condizioni molto buone e in certi casi pari al nuovo. Si tratta di prodotti venduti a prezzi scontati, un po' come avviene con le auto di seconda mano o quelle a km 0, e va da sé che migliore sarà il loro stato di conservazione, maggiore sarà il prezzo.

La domanda sorge spontanea: perché dovrei acquistare uno smartphone o un computer ricondizionato? C'è più di una motivazione, a ben vedere. Per il consumatore medio, è questione di risparmio sul prezzo di acquisto. Pensate alla possibilità di comprare un iPhone di ultima generazione - il riferimento ai prodotti Apple è voluto, in virtù dei prezzi spesso proibitivi per la maggior parte dei consumatori - in perfette condizioni e poterlo pagare duecento o trecento euro in meno, con un prezzo via via più basso se il dispositivo presenta un graffio sulla scocca, un segno sul display. Insomma, uno smartphone che quanto a funzionamento è pari al nuovo, ma pecca per qualche imperfezione "estetica".

In secondo luogo, comprare ricondizionato significa aiutare l'ambiente: basti pensare al fatto che i prodotti elettronici, se non smaltiti in modo corretto, sono tra gli oggetti che hanno un maggior impianto ambientale. Il fatto di rimetterli in vendita - quelli funzionanti, si capisce - permette di farli entrare nel circuito dell'economia circolare e di fare bene al nostro Pianeta. In terzo luogo, acquistare prodotti di seconda mano aiuta ad evitare gli sprechi e prolungare l'utilizzo di un dispositivo elettronico, solitamente di fascia alta e molto costoso, ancora funzionante.

Tornando sull'impatto ambientale, sono molto interessanti i dati che emergono dalla ricerca "Second Hand Effect 2020" dell'Istituto svedese di ricerca ambientale condotta per Subito.it. In particolare, la compravendita di 3 milioni di prodotti di elettronica, lo scorso anno, ha permesso un risparmio ambientale di circa 193.775 tonnellate di CO2. Si tratta della quantità di emissioni pari a quelle generate da 2,7 milioni di voli Milano-Roma (andata e ritorno) o per la produzione e lo smaltimento di 3,4 milioni di iPhone 11 o di 717.685 computer portatili.

Rinunciare all'ultimo iPhone o a un nuovo laptop o tablet è un un gesto che può davvero fare la differenza: per ogni smartphone che un utente acquista usato, si risparmiano all'ambiente 47 kg di anidride carbonica. Un computer fisso permette di risparmiarne 879 chili, un pc portatile 270 e un tablet 252. Anche le cuffie più piccole o un caricabatterie pesano ben 10 kg di CO2 sull'ambiente.

In questo senso, un assist importante potrebbe arrivare anche dalla Commissione Ue, fautrice di una proposta legislativa per estendere un caricatore con cavo universale per tutti gli smartphone (iPhone compresi). Se il provvedimento dovesse passare, garantirebbe una significativa riduzione di rifiuti elettronici: le aziende smetterebbero di vendere caricabatterie nuovi per ogni dispositivo acquistato, dando così la possibilità ai consumatori di utilizzare quelli già in loro possesso. Ricondizionato da una parte, accessori per l'elettronica universali dall'altra - un mattoncino alla volta - potrebbero essere, a lungo termine, una delle tante piccole ancore di salvataggio di cui l'ambiente ha bisogno.

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