Venerdì, 5 Marzo 2021

Copyright, tutto rimandato a settembre: l'Ue boccia discussa direttiva sul diritto d'autore

Il Parlamento europeo ha detto "no" all'apertura dei negoziati con Commissione e Consiglio sul testo che modifica le leggi sul copyright

Una seduta del Parlamento Europeo nella "plenaria" di Strasburgo, Francia. EPA/FRED MARVAUX / EUROPEAN PARLIAMENT

I deputati europei hanno respinto la proposta della commissione giuridica per l'aggiornamento delle leggi sul diritto d'autore nell'era digitale. La plenaria di Strasburgo ha respinto, con 278 voti favorevoli, 318 contrari e 31 astensioni, il mandato negoziale proposto dalla commissione giuridica il 20 giugno.

"La posizione del Parlamento sarà discussa, emendata e votata nel corso della prossima sessione plenaria di settembre"

La direttiva prevede di sottoporre i giganti di internet (Youtube, Facebook, Dailymotion, Sound Cloud etc.) al pagamento dei diritti d'autore per i contenuti (video, musicali e giornalistici) diffusi sulle loro piattaforme, come fanno già le società digitali di distribuzione come Spotify e Deezer. Il testo, fortemente osteggiato da Google e dagli altri giganti dell'economia digitale, era stato approvato dalla commissione Affari giuridici del Parlamento europeo. 

Come spiega Europa Today gli oppositori della riforma del diritto d'autore nell'Ue possono tirare un sospiro di sollievo. La proposta di legge, per la precisione una direttiva, resterà ferma ancora per qualche mese in Parlamento, dove i deputati potranno apportare degli emendamenti. Si tratta comunque di una corsa contro il tempo, dato che il voto finale dovrà arrivare alla prossima plenaria di Strasburgo, prevista a settembre. E in mezzo c'è la lunga chiusura per la vacanze estive. 

"Oggi è un giorno importante, il segno tangibile che finalmente qualcosa sta cambiando anche a livello di Parlamento europeo. La seduta plenaria di Strasburgo ha rigettato il mandato sul copyright al relatore Axel Voss smontando l'impianto della direttiva bavaglio", ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Anche un pezzo del Pd ha votato contro la riforma. “Una vittoria insperata. Ora potremo ridiscutere il testo della riforma, che conteneva troppi punti controversi, scontentando numerose categorie di cittadini, settori e imprese”, ha detto l'eurodeputato dem Brando Benifei.

Dopo la votazione, il relatore Axel Voss (Ppe, Germania) ha dichiarato: "Mi dispiace che la maggioranza dei deputati non abbia sostenuto la posizione che io e la commissione giuridica abbiamo preparato. Ma cio' fa parte del processo democratico. Torneremo sul tema a settembre con un ulteriore valutazione per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d'autore per il moderno ambiente digitale".

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