Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cyberwar

Cina vs Usa, primi fuochi di cyberwar

Dopo l'attacco a Twitter, Washington potenzia il Commando anti hacker, anche Google si schiera e tutti accusano la Cina

Sul web la voce è più di un'intuizione è più di una notizia, sembra che il futuro disegnato dalla fantascienza sia più vicino di quanto vediamo in realtà. Alcuni segnali fanno pensare che è in corso un vero e proprio braccio di ferro cybernetico tra Usa e Cina. Al fianco degli Stati Uniti si sarebbero schierati anche alcuni giganti informatici tipo Google per cercare di respingere un'offensiva che si pensa possa venire da un gruppo di hacker cinesi.

I primi sentori risalgono a tempo fa ma l'ultimo attacco a Twitter della settimana scorsa ha riacceso le perplessità sulle falle nella sicurezza dei dati di alcuni grandi data base, come può essere considerato Twitter. Per il social network un grande rischio che è stato prontamente fatto rientrare. Sotto attacco nelle ultime settimane ci sono finite anche due tra le più influenti testate americane New York Times e Wall Street Journal, con l’obiettivo di monitorare il modo in cui vengono seguite le vicende di Pechino. Il problema principale è dettato dalla complessità degli attacchi che fanno pensare a professionisti che magari si sono consorziati per attacchi mirati.

Molti credono alla pista cinese, a partire da Google convinto della grande pericolosità per l'occidente di una Cina sempre più superpotenza, forse 'la più pericolosa al mondo'. Il pentagono ha gia pronti protocolli di difesa e contrattacchi informatici, e sta potenziando il Cyber-Command e cercando di mettere appunto molte situazioni di addestramento alle cyber-war, per cercare di contrastrare l'ascesa di altre potenze, secondo alcuni analisti gli agenti digitali saliranno da poco meno di mille a quasi cinquemila.

Gli attacchi come già spegato da diverse società, sono mirati alla destabilizzazione ma anche allo spionaggio industriale. Molte sono le ambizioni cinesi «In un mondo sempre più digitale la volontà del governo cinese e delle sue aziende statali di ricorrere al crimine cibernetico è destinata a portargli vantaggi politici ed economici», sostengono il ceo di Google Eric Schmidt e Jared Cohen, titolare del centro studi 'Google Ideas'. Secondo i due, Pechino vorrebbe dividere il web, 'divide et impera' per dare vita ad un’area digitale alternativa a quella americana. La battaglia si annuncia cruenta e passa per forza di cose dal ring commerciale "perché le corporation cinesi usano gli hacker a fini di spionaggio guadagnando terreno illegalmente sui rivali americani". Insomma sono solo i primi fuochi per quella che sembra essere destinata a diventare la prima Cyber World War.

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