Martedì, 26 Ottobre 2021
Cyberwar & Cyberterrorismo

CyberWar: l'evoluzione della specie e le regole dettate da Washington

Nuovi strumenti informatici che diventano armi, nuovi attacchi e interi sistemi nazionali sotto pressione da parte di sconosciute organizzazioni

Gli strumenti e i protocolli d'attacco e di difesa nella guerra cibernetica in corso, si evolvono continuamente e ad un ritmo in costante accelerazione: vengono registrati tutti i giorni in rete migliaia di attacchi, rivolti verso obbiettivi più o meno sensibili o verso soggetti privati e apparati statali.

Quello che più coglie la nostra attenzione è il cambiamento che avviene intorno alle agenzie di Nato e Usa adibite al monitoraggio dei sistemi informatici, se fino a poco tempo fa si sottovalutava il fenomeno, da pochi mesi, con gli Usa in testa la comunità internazionale ha finalmente evidenziato l'importanza, la diffusione e l''attenzione necessaria che la CyberWar merita.

I segnali sono chiari e, come ha scritto il 'the Guardian', è di pochi giorni fa la notizia dell'istituzione da parte della Nato di un manuale di regole per contrastare il cyberterrorismo. Le regole sono state codificate da un pool di 20 esperti legali del Co-operative Cyber Defence Centre of Excellence (Ccdcoe) della Nato, si tratta di una serie di regole che devono agevolare la connessione  delle normative internazionali con quelle relative a crimini informatici effettuati anche dagli stati.

Inoltre, l'aviazione Usa (l'Air Force) ha stilato una lista in cui, alcuni strumenti informatici vengono considerati come armi da guerra, insomma l'entità astratta di un codice informatico diventa arma paritaria e a volte capace di provocare più danni rispetto ad un pezzo di artiglieria pesante. Molti i media che ne stanno parlando da Reuters a Wired tutti hanno riferito che la stessa Air Force ha dichiarato come una necessità primaria inserire questi cyber-strumenti in una lista di armi da guerra ufficiali.

Partendo da questo punto prendono vita due diverse vie di sviluppo: la prima è riferita al fatto che questi strumenti sono armi e quindi la distinzione vale per tutti i soggetti che la utilizzano cambiando completamente l'approccio al problema, la seconda è riferita al fatto, che tale classificazione fa rientrare la sezione 'Cibernetica' in programmi di difesa, con grandi badget a disposizione, in grado di dare una violenta accelerazione all'evoluzione e all'uso di queste nuove armi.

Secondo il comando dell'Air Force ora ci sarà bisogno di aumento delle risorse di almeno il 20%, inoltre bisogna aumentare il potenziale umano e costruire strumenti e protocolli che addestrino gli eserciti a pensare alla guerra cibernetica come se fosse una guerra vera, che potrebbe anche trasformarsi in un conflitto reale fatto di bombe e morti. 

Insomma gli Stati Uniti hanno capito l'importanza del fenomeno e subito hanno fatto propria la questione informatica e l'hanno racchiusa con le braccia della grande macchina di difesa e attacco nazionale; così da dargli l'importanza, ma anche e soprattutto, tutte le risorse umane e finanziarie che la CyberWar merita.

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