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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Azienda italiana vince causa contro Facebook: "Zuckerberg ci ha rubato l'idea"

Uno sviluppatore indipendente si è visto "clonare" da Facebook la sua applicazione su cui aveva investito mezzo milione di euro. Per il tribunale di Milano si è trattato di un caso di concorrenza sleale e violazione del diritto d'autore e ha inibito al social di continuare ad utilizzare l'applicazione che sfrutta la geolocalizzazione "nerby"

La geolocalizzazione tradisce Facebook. Il social creato da Mark Zuckerberg avrebbe infatti violato il diritto d'autore rubando l'idea sviluppata da una società italiana, la Business Competence S.r.l. per creare uno degli strumenti più appetibili per gli inserzionisti. 

Con la sentenza n. 9549 del 1° Agosto 2016, la Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano ha accertato la responsabilità delle società Facebook S.r.l., Facebook Inc. e Facebook Ireland LTD per atti di concorrenza sleale nei confronti di Business Competence S.r.l. e per violazioni del diritto di autore sulla banca dati rappresentata dall’applicazione “Faround” sviluppata della stessa società ricorrente.

Per i giudici del Tribunale di Milano Facebook sarebbe responsabile di violazione del diritto d’autore e concorrenza sleale e ha inibito il social network ad utilizzare l’applicazione denominata “Nearby”. 

Tutto nasce quando Business Competence S.r.l. elabora nel 2012 un’applicazione per telefono mobile denominata Facearound e successivamente ridenominata, su richiesta di Facebook, Faround. L’utility, attraverso un particolare algoritmo, selezionava e organizzava i dati presenti sui profili Facebook degli utenti che accedevano a Faround e consentiva di visualizzare, su una mappa interattiva e suddivisi per categoria, gli esercizi commerciali più prossimi all’utente, completi dei dati relativi e di eventuali offerte, nonché il gradimento espresso dalla community Faround.

La società attrice, al fine di sviluppare il software, aveva ottenuto l’accesso alla “piattaforma Facebook” come sviluppatore indipendente e il servizio di geolocalizzazione degli esercizi commerciali “vicini” all’utente era progettato per funzionare con Facebook e classificava i locali sulla base dei gusti dell’utente e della sua community di amici.

Tuttavia mentre la società registrava l'app in data 25 settembre 2012, in data 18 dicembre 2012 Facebook, notato il successo ottenuto dallo sviluppatore indipendente che attraverso l’app Faround era riuscito ad attirare gli inserzionisti professionali, ne aveva clonato il “cuore”, realizzando la sua versione, modificandone il layout grafico di visualizzazione annunciando il lancio di Nearby.

La Corte d’Appello , con provvedimento in data 28 Dicembre 2016, ha rigettato l’istanza di Facebook di sospensione della provvisoria esecutività della sentenza impugnata. Il giudizio prosegue nel merito.

Leggi qui la sentenza

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