Domenica, 21 Luglio 2024
Allievo supera maestro?

Se l'intelligenza artificiale ora spaventa il suo inventore

"Pensavo ci volessero ancora 50 anni prima che un computer pensasse come un uomo": Geoffrey Hinton ha dato le dimissioni dal suo lavoro in Google per poter parlare liberamente dei rischi e delle preoccupazioni dell'intelligenza artificiale che lui stesso ha contribuito a sviluppare

È stato definito il "padrino dell'intelligenza artificiale". Ma la scorsa settimana Geoffrey Hinton ha deciso di lasciare il suo lavoro in Google per poter parlare liberamente dei pericoli dell'AI e mettere in guardia la popolazione dai suoi potenziali rischi. L'annuncio è stato fatto attraverso un'intervista al New York Times. 

Chi è Geoffrey Hinton

Classe 1947, Hinton è un informatico britannico naturalizzato canadese. Il 75enne è noto per i suoi contributi pionieristici sull'apprendimento automatico e l'apprendimento approfondito, due branche della scienza del "machine learning" che si occupa di studiare l'intelligenza artificiale attraverso la creazione di strumenti informatici che simulano la struttura neuronale di un cervello umano. È professore presso l'Università di Toronto ed è stato ingegnere di Google per un decennio. Nel 2017 è entrato nel comparto di Google Brain, dove ha fondato il Vector institute for artificial intelligence di cui è stato consulente scientifico principale fino alla scorsa settimana, prima delle dimissioni. 

Da sempre appassionato di intelligenza artificiale, i suoi studi sull'apprendimento automatico iniziano negli anni ottanta ma primi riconoscimenti sono arrivati soltanto nel nuovo millennio. Nel 2012 insieme a due suoi studenti dell'università di Toronto Alex Krizhevsky e Ilya Sutskever ha prodotto AlexNet, un algoritmo in grado di identificare e classificare artificialmente degli elementi comuni come automobili o immagini. Il risultato ha aperto le porte per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale come la conosciamo noi oggi e uno dei due studenti che lo hanno affiancato - Ilya Sutskever - sta attualmente lavorando come ricercatore a OpenAi. 

Ilya Sutskever - ricercatore a OpenAi

Le dimissioni

"Me ne sono andato per poter parlare dei suoi pericoli". Ha detto così Hinton in un tweet dopo che il New York Times ha dato la notizia delle sue dimissioni. Il ricercatore aveva un lavoro part time a Google da oltre dieci anni ma ha deciso di lasciare perché ha iniziato a nutrire preoccupazioni sul potenziale del software. "Nel New York Times di oggi, Cade Metz sottintende che ho lasciato Google per poter criticare Google" ha twittato Hinton nel confermare la notizia. "In realtà - ha aggiunto - me ne sono andato per poter parlare dei pericoli dell’intelligenza artificiale senza dover pensare all'impatto delle mie parole sul lavoro di Google. Google ha agito in modo molto responsabile".

Geoffrey Hinton non è che l'ultimo di una lunga serie di ricercatori e scienziati che sta mettendo in guardia le aziende tecnologiche dai pericoli dell'intelligenza artificiale. Dopo l'introduzione di ChatGPT è esploso il fenomeno Ai e tutte le più grandi compagnie di tecnologia del pianeta hanno iniziato a sviluppare software simili per entrare in concorrenza. Solo a marzo scorso molte figure di spicco del settore tecnologico - primo di tutti Elon Musk - hanno firmato una lettera in cui si chiedeva di interrompere gli addestramenti delle intelligenze artificiali per almeno sei mesi citando "grossi pericoli per l'umanità". Ciò che ha scatenato l'allarme è stata l'ultima versione di ChatGPT - ChatGPT-4 - in grado di risolvere esami universitari standardizzati, creare siti web e redigere cause legali. 

L'intelligenza artificiale ha già iniziato ad ingannarci 

Nell'intervista al New York Times Hinton ha ribadito le preoccupazioni sull'intelligenza artificiale riguardo all'eliminazione di posti di lavoro - come a traduttori o ad assistenti personali - e sul potenziale che ha di superare la conoscenza umana. Secondo lui una persona comune presto "non sarà in grado di capire cosa è vero e cosa no" in quanto la rete sarà piena di video, foto e voci false generate dall'intelligenza artificiale perfettamente in grado di spacciarsi per vere. "Pensavo ci volessero ancora 30 o 50 anni per arrivare a questi risultati. Oggi ovviamente non lo penso più" ha detto commentando i ritmi sbalorditivi dei progressi che gli ultimi due anni hanno portato. 

Sulle dimissioni è intervenuto anche Jeff Dean, capo scienziato di Google, apprezzando il contributo di Hinton per aver fatto scoperte fondamentali sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Sul tema rischi, Dean ha detto alla Cnn: "Rimaniamo impegnati in un approccio responsabile all’IA, stiamo imparando continuamente a comprendere i rischi emergenti e al contempo a innovare con coraggio".

La scelta di Geoffrey Hinton è la stessa di molti altri esperti che al momento non sanno ancora come trattare in maniera equilibrata uno strumento di un così grande potenziale. L'intelligenza artificiale è sicuramente l'invenzione protagonista di questo nuovo anno e apre le porte a una serie di nuove scoperte che potranno rivoluzionare l'umanità come solo l'invenzione di Internet fece più di 25 anni fa. Sta soltanto a noi - o meglio, agli scienziati - capire come sfruttarla al meglio per evitare che ci sovrasti, senza però averne troppa paura. Alla fine, è pur sempre un robot. 

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