Lunedì, 26 Luglio 2021
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Green pass: perché non bisogna mai pubblicare il QR-Code sui social

Il garante della privacy ha chiarito che contiene una miniera di dati "non visibili" a occhio nudo ma potenzialmente leggibili da chiunque tramite apposite App. E dunque utilizzabili per "fini malevoli". Intanto l'associazione Consumerismo denuncia i primi tentativi di pishing

Foto di repertorio

Siamo tutti avvisati. Sul 'Green pass' è intervenuto il Garante della Privacy per ammonire i cittadini sui rischi che si corrono nel pubblicare il QR code del certificato sui social. Guido Scorza, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha spiegato senza mezzi i termini che si tratta di una pessima idea. "Quel QR-code è una miniera di dati personali invisibili a occhio nudo ma leggibili da chiunque avesse voglia di farsi i fatti nostri. Chi siamo, se e quando ci siamo vaccinati, quante dosi abbiamo fatto, il tipo di vaccino, se abbiamo avuto il Covid e quando, se abbiamo fatto un tampone, quando e il suo esito e tanto di più".

Insomma, si rischia di lasciare "in giro per il web una scia di propri dati personali per di più sanitari che chiunque potrebbe utilizzare per finalità malevole". Non solo: "Questa prassi - ha detto Scorza - potrebbe facilitare la circolazione di QR-Code falsi che frustrerebbero l'obiettivo circolazione sicura perseguito con i green pass".

L'unica cosa da fare dunque è resistere alla tentazione di esibire il proprio "passaporto per la libertà". Il QR-code, precisa ancora il garante, "deve essere esclusivamente esibito alle forze dell'ordine e a chi è autorizzato dalla legge a chiedercelo per l'esercizio delle attività per le quali la legge ne prevede l'esibizione e deve essere letto esclusivamente attraverso l'apposita APP di Governo che garantisce che il verificatore veda solo se abbiamo o non abbiamo il green pass e non anche tutte le altre informazioni e, soprattutto, non conservi nulla".

Le truffe sul "Green pass"

Sul 'Green pass' è intervenuta anche l'associazione dei consumatori Consumerismo No Profit, che ha denunciato come in questi giorni numerosi cittadini abbiano ricevuto messaggi WhatsApp ed email che invitano a scaricare il documento attraverso un apposito link.

"Si tratta tuttavia di una truffa che rientra nel cosiddetto Phishing" spiegano da Consumerismo. Chi accede al link potrebbe ritrovarsi abbonato a servizi non richiesti che prosciugano il credito telefonico, o cedere a cyber-criminali informazioni personali, come numero di carta di credito, dati bancari. Insomma è meglio fare attenzione e ricordarsi che il 'Green pass' può essere scaricato solo attraverso questi canali:

Canali digitali

  • Tramite il sito dedicato
  • Tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico
  • Tramite App IO e IMMUNI

Canali ordinari

  • Con l'aiuto di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie.

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