Gli hacker "costano" 100 miliardi di dollari e 500mila posti di lavoro

Il rapporto, per la prima volta, ha analizzato anche le possibili conseguenze sul mercato occupazionale statunitense, con una perdita fino a 508.000 posti di lavoro all'anno

Cento miliardi di dollari. E' la stima dei danni provocati negli Stati Uniti dagli hacker, secondo un nuovo rapporto preliminare rilasciato dal Center for Strategic and International Studies (Csis) in collaborazione con McAfee. Lo studio smentisce in pratica un precedente rapporto dell'azienda di sicurezza informatica, in cui i danni erano stimati, a livello mondiale, in mille miliardi di dollari.

Il precedente rapporto era stato pubblicato nel 2009, estrapolando dei dati in un modo molto criticato, poi, anche dagli stessi autori, oltre che da molti economisti. I suoi risultati sono stati più volte citati dal presidente Barack Obama, da funzionari dell'intelligence e membri del Congresso statunitense, in questi anni, in tutte le occasioni in cui hanno richiesto un intervento a livello legislativo per combattere i crimini informatici.

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Il rapporto preliminare del Csis, un think tank di Washington esperto in spionaggio e crimini informatici, sottolinea la difficoltà di stimare i danni per l'economia mondiale; per questo, nelle 17 pagine del rapporto, il gruppo non si affida a un dato unico. All'inizio, gli autori affermano che le perdite negli Stati Uniti "potrebbero raggiungere i 100 miliardi di dollari"; qualche pagina più avanti, si parla di un "limite inferiore" di 20-25 miliardi di dollari e una stima massima di 140 miliardi di danni. A livello globale, invece, secondo gli autori del rapporto, le perdite restano "probabilmente" nel "raggio" dei 400 miliardi. O forse dei 300, come scritto poi in un'altra parte dello studio.

Il rapporto, per la prima volta, ha analizzato anche le possibili conseguenze sul mercato occupazionale statunitense, con una perdita fino a 508.000 posti di lavoro all'anno. Praticamente impossibile, al momento, stimare i costi dei furti informatici a livello militare. Oggi, però, i crimini informatici cinesi sembrano fare meno paura.
 

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