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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Parla Draghi

Le ambizioni spaziali di Draghi: "Lanceremo la maggiore costellazione europea di satelliti"

L'annuncio del premier nel corso della conferenza di fine anno. Il progetto rientra nel piano italiano per lo Spazio da 4,5 miliardi euro

L'Italia sale a bordo della New Space Economy e lo fa con consapevolezza e ambizione. Nel corso della conferenza stampa di fine anno, il premier Mario Draghi ha confermato che il nostro paese investirà in totale 4,5 miliardi di euro sullo spazio, lanciando "la maggiore costellazione di satelliti per l'osservazione della Terra in orbita bassa", un passo avanti fondamentale per il contrasto ai cambiamenti climatici, così come per garantire servizi innovativi alle imprese.

I giovani sceglieranno il nome della costellazione

Come spiegato da Draghi, il nome della costellazione sarà scelto con un concorso a inizio 2022, che permetterà ai giovani italiani di avanzare delle proposte. Sulla base dei suggerimenti ricevuti, gli astronauti italiani, guidati da Samantha Cristoforetti, decideranno poi la denominazione ufficiale. I satelliti in orbita bassa avranno come focus principale l'ambiente e la sicurezza: permetteranno ad esempio di monitorare lo stato delle coste, la qualità dell'aria e allo stesso tempo sorvegliare le infrastrutture più critiche. Come aveva avuto modo di spiegare nelle scorse settimane il ministro per l'Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, i satelliti "porteranno benefici anche nel campo dell'agricoltura di precisione, nella manutenzione del territorio, nella mobilità e nel caso di interventi di emergenza".

Gli investimenti sullo Spazio saranno spalmati nei prossimi sei anni e attingeranno anche al Pnrr; in particolare, dei 4,5 miliardi previsti, un totale di 2,4 saranno attinti dai fondi europei, buona parte dei quali destinati ad un ambizioso progetto di osservazione della Terra. I benefici a medio-lungo termine dovrebbero essere molto significativi, perché satelliti più moderni e ad alta definizione potranno fornire immagini nitide su come cambia l'aspetto del nostro Paese, utili anche per le amministrazioni locali. In quest'ottica, gli investimenti previsti dovrebbero fungere anche da volano per società o start up che intendono lavorare nel settore dei servizi geospaziali.

I fondi, non senza polemiche sul fronte sindacale, non saranno destinati interamente all'Agenzia spaziale italiana (Asi), poiché secondo il ministero guidato da Colao non sarebbe in grado di gestire da sola 4,5 miliardi di euro nei prossimi anni. È così che più della metà del 'tesoretto' attinto dal Pnrr, circa 1,3 miliardi di euro, sarà gestito dall'Agenzia spaziale europea (Esa), così come previsto dal quadro programmatico presentato dal ministro nel corso della quindicesima seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio (Comint), la terza del governo Draghi. Il fulcro delle attività rimarrà comunque in Italia, nel centro italiano dell'Esa di Frascati (Roma), che da gennaio 2022 sarà diretto da Simonetta Cheli. I finanziamenti saranno investiti in attività, aziende e istituti di ricerca italiani.

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