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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Privacy Google

Microsoft punge Google e Gmail, 'Non fatevi fregare la privacy'

Microsoft lancia la sfida a Gmail di Google e lo fa invitando gli utenti a passare ad Outlook perchè Gmail invade la vostra privacy

Tante volte abbiamo parlato delle forti rivalità tra i giganti dell'informatica e della rete, ma questo è qualcosa di più, è una vera e propria presa di posizione nei confronti di un concorrente, Microsoft mette in guardia il resto del mondo da Google reo di non tutelare per niente la privacy dei propri utenti.

Il fatto eclatante è che Microsoft non si è limitata ha divulgare un comunicato ma ha costruito una vera e propria campagna contro Mountain View, aprendo un sito Scroogled.com che fa riferimento a l'uso che Google fa del suo sistema Gmail dove il rispetto della privacy secondo Redmond è solo un'illusione. Appunto: 'Don't be scroogled' (non fatevi fregare), è lo slogan inequivocabile che accusa di mancanza di tutela della privacy e sul fatto che Big G legga parole e messaggi delle mail per costruire annunci pubblicitari personalizzati.

Microsoft ha costruito una campagna precisa che sembra andare oltre l'interesse commerciale, le accuse mosse dall'azienda di Redmond sono più che allarmanti se fossero confermate. Su Scroogled.com c'è anche la possibilità di firmare una petizione, raccontare la propria esperienza nel caso Google abbia invaso la propria privacy ed informare i propri contatti sui social network come Facebook e Twitter e di provare Outlook, il client di posta elettronica targato Redmond che "dà priorità alla privacy". "Non vedrete annunci basati sulle vostre mail personali", sostiene Microsoft.

Google risponde con una certa calma alle accuse mosse da Microsoft, sostendo che 'nessun umano ha mai letto e mai leggerà le mail. La pubblicità poi per Google è l'unico modo per tenere il motore di ricerca gratuito e che Mountain View è "seriamente impegnata affinchè gli annunci pubblicitari siano sicuri, non invadenti e pertinenti". Ma se nessun umano è in grado di leggere miliardi di mail forse un algoritmo si. E non c'era bisogna di Microsoft per rendersi cont che la pubblicità che arriva agli utenti è sempre più personalizzata.

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