Domenica, 17 Ottobre 2021
Gianluca Anoè

Opinioni

Gianluca Anoè

Giornalista Today

Turisti nello spazio, ma le missioni in orbita saranno (sempre) un privilegio

Non è un punto di svolta definitivo, ma è pur sempre un punto di svolta. Sostenibile e per tutti? Impossibile, nemmeno a lunghissimo termine. Se i cronisti degli anni Sessanta hanno avuto la fortuna di poter raccontare - ammirati - le gesta di Jurij Gagarin, il cosmonauta sovietico, primo nella storia a volare nello spazio, lassù dove nessuno era mai arrivato, oggi abbiamo la fortuna di narrare le gesta di quattro civili, "sparati" in orbita a 585 chilometri di distanza dalla superficie terrestre. Sono i primi passi del turismo spaziale, che ha tra i suoi pionieri Elon Musk e la sua SpaceX. A dirla tutta, il tycoon sudafricano è stato battuto sul tempo dal patron di Amazon e Blue Origin, Jeff Bezos, e prima di lui ancora da Richard Branson. Ma i due diretti concorrenti non si erano spinti così oltre.

SpaceX: quattro civili nello spazio

Riannodando il filo della storia, sono passati la bellezza di 60 anni da quando, il 12 aprile 1961, la Vostok 1 inaugurò un nuovo filone di esplorazioni umane, alzando, e di molto, l'asticella rispetto al passato. Una data scritta da tempo nei libri di storia, nei quali presto si parlerà anche del 15 settembre 2021, giorno in cui Jared Isaacman, Hawley Arcenaux, Sian Proctor e Chris Sembroski sono stati lanciati dove fino a prima era arrivati solo 31 uomini e una donna. Astronauti professionisti, che forse non si sarebbero immaginati che qualche anno dopo le loro imprese sarebbero state replicate da turisti. Se vogliamo definirli davvero così.

Andiamo per gradi. Inspiration4 è la missione finanziata dall'imprenditore miliardario Jared Isaacman, che dieci mesi fa ha ideato il progetto con un fine sociale: raccogliere la bellezza di 200 milioni di dollari per il St. Jude Children's Research Hospital di Memphis. L'ambizione umana di rientrare in una ristretta cerchia, facendo risuonare i "dollaroni", è però forse superiore al nobile fine. Il magnate americano ricopre il ruolo di comandante ed è affiancato da Sembroski, ingegnere aerospaziale, Proctor, divulgatrice e prima donna di colore a ricoprire il ruolo di pilota, e Arcenaux, 29enne sopravvissuta a un tumore e prima portatrice di protesi nello spazio.

Il grande burattinaio, che guarda compiaciuto i clamorosi traguardi della propria azienda aerospaziale, è Elon Musk. I novelli esploratori, infatti, sono stati lanciati nello spazio alle 20 di mercoledì - erano le 2 di notte del giorno successivo in Italia - all'interno del razzo Falcon 9 di SpaceX, decollato dal Kennedy Space Center in Florida. Una missione lunga tre giorni, in orbita attorno alla Terra, quando la Blue Origin di Bezos non è andata oltre a viaggi suborbitali della durata di pochi minuti. Uno a zero e palla al centro per il vecchio Elon, verrebbe da dire.

Inspiration4: primo giorno nello spazio

Il primo giorno nello spazio è filato tutto liscio. Una grande palla di fuoco ha illuminato il cielo, mentre i nove motori del razzo iniziavano ad allontanarsi dal nostro pianeta. Dodici minuti dopo il decollo, il secondo stadio del Falcon 9 si è separato così come previsto, lasciando la capsula Dragon con i quattro turisti spaziali a bordo da soli nel cosmo. Nel giro di 24 ore, fanno sapere da Space X, la "crew" ha completato 15 giri orbitali e sfruttato a pieno la capsula.

È lecito essere entusiasti, ma parlare di futuro del turismo spaziale sembra molto prematuro e forse avventato. Ci sono ostacoli attualmente insormontabili per chiunque e sono in primo luogo di natura economica. Andare nello spazio costa in maniera spropositata e chi lo può fare ha conti in banca che superano i dieci zeri, oltre ai pochi fortunati che "vincono la lotteria" e sono inclusi nella spedizione di turno. Basta guardare proprio a Inspiration4, dove i componenti della missione, in tutto e per tutto eterogenei, sono stati scelti con criteri che permettano anche un ritorno di visibilità: e quindi ecco perché la prima volta nello spazio di una donna pilota di colore e di una portatrice di protesi.

Oltre ai soldi, c'è anche la necessaria formazione. Se è vero che i "fantastici 4" del Falcon 9 non hanno avuto una preparazione paragonabile a quella di un astronauta, è pur vero che hanno dedicato cinque mesi per arrivare pronti al momento più importante della loro vita. Una persona comune, di norma, difficilmente troverebbe il tempo di formarsi. E poi c'è un altro aspetto, non così secondario: essere lanciati nello spazio è pericoloso, e questo vale tanto per i civili, quanto per gli astronauti che nello spazio ci vanno per lavoro. Siamo proprio sicuri di volerlo definire turismo?

Mettiamola così: un civile che va nello spazio non è un turista, ma un privilegiato coraggioso. E l'immagine che segue spiega molto bene il perché.

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