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Domenica, 16 Giugno 2024
Intelligenza artificiale

Perché un motore di ricerca 'ammazza' Google è possibile (nonostante le smentite)

Da settimane si vocifera sulle volontà di Sam Altman di combinare Llm e ricerche su ChatGpt. Il lancio del nuovo sistema forse rallentato dagli ultimi annunci di Google

OpenAI è una fucina in piena espansione e ora punta a togliere il monopolio a Google. O questa, perlomeno, fino a qualche giorno fa sembrava l'ultima mossa dell'azienda guidata da Sam Altman, secondo rumors circolati nei giorni scorsi in procinto di lanciare un nuovissimo motore di ricerca basato su ChatGpt. Il sottodominio search.chatgpt.com non è attivo e rimanda a una pagina '404 not found'. Tuttavia, se vi si accede senza essere loggati al chatbot con le proprie credenziali, si apre una schermata per l'inserimento dei propri username e password: un primo indizio che qualcosa di nuovo sta per nascere, nonostante le smentite.

È stato lo stesso Altman a dichiarare a margine di un evento che un motore di ricerca basato su ChatGpt non sia in programma. C'è un dato di fatto, ad ogni modo, ed è la presenza di un sottodomominio registrato che rimanda chiaramente a un possibile 'search engine' del futuro. Per il momento l'azienda nega l'intenzione, affermando di essere concentrata su altri progetti e sugli aggiornamenti di ChatGpt4 (ne abbiamo parlato in un articolo a parte). Ma ci sono almeno due elementi che fanno pensare che Altman si sia trincerato dietro a una mezza bugia.

OpenAi svela il nuovo ChatGpt, tutte le novità: c'è anche la traduzione vocale in tempo reale

In primis, le mire dello stesso Ceo di OpeAI, che solo lo scorso mese aveva espresso il desiderio di spingersi laddove nessuno è ancora riuscito, ossia combinare i large language model e la ricerca. "Mi piacerebbe farlo", aveva dichiarato, puntando il dito contro un sistema di ricerca, quello di Google, che "ti mostra 13 annunci e dieci link blu. Forse esiste un modo migliore per aiutare le persone a trovare le informazioni".

C'è anche da dire che OpenAI potrebbe necessitare di più tempo per perfezionare l'assalto al ben più strutturato rivale, in virtù delle ultime novità annunciate da Sundar Pichai, amministratore delegato di Google, nel corso della 'I/O 2024', l'ultima conferenza degli sviluppatori del colosso di Mountain View. Nell'ultimo anno, l'azienda ha testato le funzionalità dell'intelligenza artificiale nel proprio motore di ricerca, raggiungendo "risultati incoraggianti", come sostenuto dallo stesso Pichai. Per questo motivo, a partire da questa settimana, in via sperimentale, gli utenti degli Stati Uniti quando effettueranno delle ricerche su Google avranno anche a disposizione i 'Riepiloghi dell’AI', una nuova esperienza di ricerca completamente rinnovata, supportata dallo sviluppo di Gemini, il modello di intelligenza artificiale generativa 'made in Google'. Questo deciso salto in avanti potrebbe avere spinto OpenAI a rimandare l'annuncio di un motore di ricerca basato su ChatGpt, per affinare il proprio prodotto alla luce delle evidenze e funzionalità di quello concorrente.

E su un motore di ricerca 'targato' ChatGpt, lo stesso chatbot non chiude completamente le porte. Alla domanda: "È in previsione un motore di ricerca ChatGpt?", la sua risposta è stata: "Attualmente non ci sono piani specifici per sviluppare un motore di ricerca dedicato solo per ChatGPT. Tuttavia, l'evoluzione delle tecnologie di intelligenza artificiale è continua, e nuovi strumenti e funzionalità vengono costantemente sviluppati e migliorati". Una mezza smentita, che lascia aperto un portone.

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