Giovedì, 28 Ottobre 2021
Turismo spaziale

Il turismo spaziale è il futuro, ne è convinto Nespoli: "Tutti potranno andare in orbita"

L'astronauta italiano con più giorni di permanenza nello spazio è certo che non serviranno grandi addestramenti per vedere il nostro pianeta da una prospettiva differente

"Siamo una civiltà curiosa, ci piace guardarci in giro e ci piace esplorare. Oggi andiamo sulla stazione spaziale, domani torneremo sulla Luna e poi finalmente andremo su Marte. Dovremo guardare queste cose con gli occhi un po' planetari, perché se continuiamo a guardarle con gli occhi umani, non andremo da nessuna parte". Paolo Nespoli, l'astronauta italiano a trascorrere più tempo nello spazio - ma guai a parlargli di record - racconta con lucidità disincantata quello che sarà il futuro dei viaggi in orbita, consapevole di aver avuto un privilegio che pochi potranno avere, quello di guardare la Terra "da fuori". L'occasione è stata il "Festival delle Idee" di Mestre (Venezia), iniziativa nell'ambito della quale ha rilasciato un'intervista alla redazione di Veneziatoday.

Nell'ultimo anno Nespoli ha lottato contro un tumore al cervello, ma nonostante ciò non ha perso la voglia di condividere la propria conoscenza, divulgandola ad un pubblico variegato, di più e meno giovani. Per l'ex militare italiano, c'è un orizzonte che ormai è già segnato, e che non potrà fare altro che evolvere in meglio, almeno in prospettiva: "Ben vengano i Jeff Bezos, gli Elon Musk e i Charles Branson, - ha spiegato - che cercano di far diventare astronauti quanti più terrestri possibili. Più persone andranno in orbita e meglio riusciremo a percepire la nostra Terra dall'esterno". La Luna e Marte sono obiettivi fuori portata per il momento, e solo i governi hanno la possibilità di farlo, non fosse altro per i costi da sostenere, "ma è giusto che ci siano civili che aprano a nuove opportunità di business, perché sono molto più efficienti".

Il futuro è dei turisti spaziali

C'è ancora confusione sulla figura di astronauta professionista e dilettante, anche in termini di formazione, ma Nespoli cerca di fare chiarezza, con estrema semplicità: "Se qualcuno deve andare a New York con un jumbo jet, - ha spiegato - basta che compri il biglietto. Pensare di sedersi sull'aereo e pilotare sarebbe difficile, ma non impossibile. Questo è quanto succederà in futuro: ci saranno astronauti professionisti e turisti spaziali, per i quali i requisiti necessari saranno inferiori. La differenza sarà la stessa che c'è oggi tra pilota e passeggeri di aereo". Non serve alcuna caratteristica speciale, quindi, per andare nello spazio per pochi giorni, "perché è una cosa fattibile senza troppo addestramento o grosse difficoltà".

Nespoli si è lasciato quindi ai ricordi, un po' nostalgici, di quando si trovava a guardare la Terra come poche persone hanno potuto, e saputo, fare. "Le missioni sulle stazioni spaziali sono molto lunghe, ti ritrovi per 6 mesi a condividere 100 metri quadrati di spazio con altre 5 o 6 persone. Il tempo è tanto, ma quando ti trovi lì ci sono tante cose da fare, e non puoi non pensare di trovarti in un posto completamente diverso. In quei sei mesi sei concentrato a guardare tutto ciò che non troveresti sul nostro pianeta", perché poi quando la missione finisce "si torna ad essere terrestri".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il turismo spaziale è il futuro, ne è convinto Nespoli: "Tutti potranno andare in orbita"

Today è in caricamento