Sabato, 20 Luglio 2024
Tecnologia

Falla nei processori: a rischio i pc prodotti negli ultimi 10 anni

La Intel, azienda statunitense produttrice di processori, ha ammesso la vulnerabilità dei suoi prodotti e di quelli della concorrenza, anche se i rischi dovrebbero essere minimi

Gli hacker di tutto il mondo potrebbero avere facile accesso ai darti conservati nei più moderni pc: l'ammissione arriva direttamente dal gigante dei microchip Intel, anche se i rischi dovrebbero essere minimi. Nel comunicato ufficiale diffuso dal colosso americano, viene precisato che questa vulnerabilità non riguarda soltanto i prodotti Intel, ma anche quelli dei suoi concorrenti come Arm e Amd. Intel ha definito “non corrette” le notizie che parlano di un “bug” o di una “falla” unicamente nei suoi prodotti. 

“Sulla base delle analisi al momento molti tipi di apparati – con differenti marche di processori e sistemi operativi – sono suscettibili a questi fatti” recita il comunicato. “Intel ritiene – continua – che questi fatti non abbiano la potenzialità di corrompere, modificare o cancellare i dati”. Questa settimana alcuni ricercatori nel settore della sicurezza dei computer hanno tuttavia chiarito che ogni correzione, che dovrebbe essere gestita da un software, potrebbe rallentare i sistemi dei computer probabilmente del 30% o più. Intel ha tuttavia detto che queste preoccupazioni sono esagerate. “Contrariamente ad alcune notizie, ogni impatto sulla performance è dipendente dal carico di lavoro e, per l’utente medio di computer, non dovrebbe essere significativo oltre a essere mitigato nel tempo”. 

Tatu Ylonen, un ricercatore sulla sicurezza della SSH Communications Security, ha notato che la falla potrebbe permettere agli hacker di accedere a dati privati, tra i quali password, dati bancari e informazioni codificate e classificate. La patch per chiudere la falla sarà “efficace”, ma sarà complicato fare in modo che tutti i network e tutti i servizi cloud vengano aggiornati, ha detto ancora Ylonen. “Ci sono – ha spiegato – migliaia di piccoli provider cloud e tutti dovranno essere aggiornati”.

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