Martedì, 15 Giugno 2021
Telefonia

Dai servizi non richiesti all'aumento delle tariffe: come difendersi dalle bollette salate

Se recedo anticipatamente dal contratto devo pagare una penale? E se la mia adsl è lenta ho diritto al rimborso? Il decalogo dell'Unione Nazionale Consumatori per orientarsi nella giungla della telefonia

Immagine d'archivio

Cosa fare se ci viene addebitato un servizio non richiesto sul nostro abbonamento telefonico? O, peggio, se ci viene fatturata una doppia bolletta? Lo spiega l’Unione Nazionale Consumatori in un video realizzato per fornire alcuni semplici consigli utili a orientarsi nella giungla della telefonia.

"Il settore della telefonia - spiega Dino Cimaglia, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori - è uno dei più critici: ogni giorno al nostro sportello telefonia riceviamo numerose segnalazioni da parte di chi lamenta servizi non richiesti, velocità adsl minori rispetto a quelle previste da contratto, casi di doppia bolletta telefonica. E spesso il consumatore non sa che fare per evitare bollette che scottano". 

Nel video viene ad esempio spiegato come funzionano le penali per recesso anticipato: non tutti sanno che se non stabilite nel contratto non sono dovute e il consumatore potrà contestarle. 

Anche se la velocità di navigazione della nostra Adsl è diversa da quella garantita è possibile far valere i propri diritti: in questo caso è necessario formalizzare un reclamo per richiedere un rimborso forfettario della tariffa applicata. (Esiste uno strumento, ne.me.sys per verificare la velocità della nostra linea: potete scaricarlo qui). 

Ci sono poi i casi di doppia fatturazione delle bollette, spesso legati alla portabilità ad altro numero telefonico. Generalmente il problema è causato dalla cattiva gestione delle varie fasi del passaggio. È consigliabile inviare un reclamo e decorsi i 30 giorni, in caso di mancata risposta, sarà possibile attivare una procedura di conciliazione. 

(In basso il video dell'Unione Nazionale Consumatori, realizzato nell’ambito del progetto "No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori", finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi del Decreto del 6 agosto 2015).

E poi c'è la grana dei servizi non richiesti. "Per quanto riguarda i servizi offerti in sovrapprezzo dagli operatori telefonici, è importante sottolineare che devono essere espressamente accettati dall’utente, altrimenti si tratta di una pratica scorretta. In casi del genere - spiega a Today Dino Cimaglia - l’utente ha il diritto di recedere dal servizio gratuitamente e può chiedere il rimborso di quanto versato, chiamando il proprio operatore o presentando un reclamo scritto". 

Diverso è invece il caso dei servizi 'premium' che si attivano in automatico mentre si naviga da mobile, a volte semplicemente sfiorando un banner. "Il problema  - spiega ancora Cimaglia - è stato risolto solo parzialmente perché c’è un problema di corresponsabilità tra il soggetto terzo che eroga il servizio e le compagnie telefoniche che condividono con i fornitori parte dei ricavi. Oggi però anche per questi servizi è espressamente richiesto il consenso dell’utente e gli operatori sembrano più restii ad adottare questo tipo di comportamenti". Se non altro perché la mannaia dell’Antitrust è sempre in agguato e "i controlli sono più efficaci che in passato".

Niente da fare invece per gli aumenti al nostro piano tariffario: in questo caso l’unico obbligo per gli operatori è quello di comunicare tempestivamente le nuove condizioni all’utente che potrà recedere dal contratto senza pagare una penale. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Dai servizi non richiesti all'aumento delle tariffe: come difendersi dalle bollette salate

Today è in caricamento