Sabato, 13 Luglio 2024
La previsione

Elon Musk guarda lontano: i chip cerebrali sostituiranno gli smartphone

Lo ha affermato rispondendo a un post su X (ex Twitter): solo una delle sue previsioni fantascientifiche?

Il magnate Elon Musk è tornato a 'spararla grossa' e non è chiaro se si sia trattatato solo di una boutade ironica o di una sua personale convinzione. Rispondendo a un post su X (ex Twitter), social che ha rilevato a suon di miliardi di dollari, ha affermato che in futuro le persone non useranno più gli smartphone, perché tutte le funzioni saranno gestite dai chip Neuralink. La previsione è forse tra le più futuristiche mai presagite dal tycoon di origine sudafricana, a maggior ragione perché riguarda un impianto attorno al quale si sono generate opinioni contrastanti.

Neuralink e i chip cerebrali

Ma facciamo un passo indietro. Neuralink è un'azienda fondata nel 2016, finanziata principalmente da Musk, per sviluppare un nuovo protipo di tecnologia di interfaccia tra il cervello umano e i dispositivi informatici. L'obiettivo è sviluppare un sistema che possa aiutare le persone paralizzate o affette da malattie neurologiche a comunicare direttamente con un device esterno attraverso il pensiero. L'ambizione finale è quella di potenziare le capacità umane, curare disturbi neurologici come Sla o Parkinson e, forse, un giorno realizzare una relazione simbiotica tra uomo e intelligenza artificiale.

La storia del primo paziente al mondo con un chip nel cervello

Dopo il via libera della Food and Drug Administration a maggio 2023, Neuralink ha installato il suo primo impianto cerebrale in un uomo lo scorso mese di gennaio. A poco meno di un mese dall'intervento, Musk aveva annunciato che il paziente si era ripreso completamente e non aveva riportato effetti negativi, anzi, era in grado di controllare il movimento di un mouse con la sola forza del pensiero. Nelle scorse settimane, poi, gli ingegneri di Neuralink avrebbero segnalato un problema di funzionamento del chip, pare a causa del distacco di alcuni fili dal cervello, che avrebbe comportato una riduzione nella capacità di funzionamento dell'intero sistema.

La soluzione al problema, autorizzata dalla Fda secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, comporterebbe l'installazione dei fili dell'impianto a una profondità maggiore, 8 millimetri rispetto al precedente intervallo previsto tra 3 e 5 millimetri. Ottenuto il via libera, Neuralink sarebbe ora pronta a ripetere l'esperimento su un altro paziente, raggiungendo un totale di 10 pazienti entro la fine dell'anno. L'azienda, come riportato dal quotidiano newyorkese, avrebbe già ricevuto richiesta da più di un migliaio di persone tetraplegiche, iscrittesi al programma sperimentale.
 

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