Giovedì, 5 Agosto 2021
Smartphone

Cosa è il sideloading e perché può danneggiare gli utenti di iPhone e iPad

Cosa è il sideloading, perché questa strana parola collegata ad Apple si legge ovunque sui giornali e sui siti internet?

Con questo termine inglese ci si riferisce ad una pratica che si vorrebbe introdurre con una nuova legge europea, che entrerebbe in vigore nel 2023 e che riguarda l'utilizzo degli smartphone e dei tablet di Apple, ovvero iPhone e iPad.

Insieme a MisterGadget.Tech cerchiamo di capire perché il tema sta montando in tutta Europa e perché il sideloading può essere un rischio per gli utenti di Apple.

Il nuovo Digital Market Act, in discussione alla commissione europea, vorrebbe infatti imporre ad Apple di consentire l'installazione di applicazioni e servizi senza passare dall'App Store.

Oggi, invece, chiunque voglia distribuire un’applicazione su
iPhone o su iPad deve sottoporre il proprio titolo al controllo e alla valutazione di Apple, che si occupa poi della sua diffusione, trattenendo una commissione se si tratta di  un prodotto a pagamento.

Anche gli eventuali pagamenti fatti allo sviluppatore, successivamente all'installazione della app, passano attraverso i canali della stessa Apple, che trattiene sempre una percentuale sugli acquisti.

Perché un'applicazione possa essere inserita nell'App Store deve rispondere a specifici requisiti di sicurezza, non deve contenere contenuti malevoli e deve rispettare regole molto rigide relative alla privacy e al tracciamento dei dati dell'utente.

Solo nel 2020, l’app Store ha bloccato transazioni sospette per oltre 1,5 miliardi di dollari, sventando alcuni tentativi di truffa perpetrati con il furto di applicazioni o con la loro clonazione. 

Il parere degli esperti sul Sideloading

Il nostro smartphone iPhone o il tablet iPad contengono oggi informazioni riservate molto importanti, dai dati delle carte di credito, fino agli accessi per le nostre abitazioni, passando per i controlli dei dispositivi di smart home, oggi anche le informazioni sanitarie se teniamo conto del Green pass europeo per il COVID.

Per questa ragione, nel corso degli anni, gli esperti di cybersecurity dell'unione europea e quelli del governo americano hanno sempre raccomandato l'utilizzo di piattaforme certificate e sotto il pieno controllo di un unico soggetto, come l'app Store di Apple, per evitare rischi di truffe, attacchi malevoli e sottrazioni di dati agli utenti meno esperti.

Curiosamente, da un lato le istituzioni raccomandano una gestione molto rigida delle applicazioni e un vaglio severo dei rischi informatici, dall'altro invece le stesse istituzioni spingono nella direzione contraria. 

Perché qualcuno vuole il sideloading?

La discussione sulle modalità di installazione delle applicazioni è stata lanciata da grandi colossi come Spotify o Netflix, che vorrebbero raggiungere il grandissimo numero di utenti che Apple mette a disposizione attraverso iPhone e iPad senza però riconoscere una percentuale sugli incassi ad Apple.

Non si parla di libertà di accesso al mercato, né di libertà di scelta degli utenti, perché nel momento in cui l'app Store di Apple oggi contiene 4,2 milioni di applicazioni, è difficile credere che agli utenti sia impedito scegliere.

La verità è che il tema non ha niente a che vedere con la libertà degli utenti, ma solo con i bilanci di alcune grandi aziende, che oggi è fruiscono dell’immensa platea costituita da più di un miliardo di iPad e iPhone nel mondo, ma vorrebbero evitare il pagamento di commissioni.

Il problema è che accogliendo questo genere di istanze verrebbero meno tutti i controlli sulle applicazioni che invece oggi vengono effettuati in maniera meticolosa e anche molto efficace da Apple.

Pensiamo ad esempio al fenomeno clubhouse, l'applicazione che per diversi mesi era disponibile solo su iOS.  Le diverse piattaforme indipendenti che distribuiscono app su Android erano infestate da software falsi con lo stesso nome, che hanno generato non pochi problemi di sicurezza per coloro che li hanno installati.

Probabilmente è venuto il momento di affrontare in modo serio il tema delle commissioni che vengono pagate per la distribuzione attraverso l'app Store, ma non bisogna dimenticare che l'interesse primario delle istituzioni dovrebbe essere quello della tutela degli utenti finali.

Con li software installati con il sideloading, vengono meno i filtri parentali, non ci sono garanzie su eventuali spese fuori controllo effettuate dai minori, non esistono certezze su ciò che le applicazioni effettivamente fanno all'interno di uno smartphone o di un tablet e di quali dati degli utenti vengano utilizzati.

Per il vantaggio economico di alcuni soggetti forti, si mette a rischio la sicurezza di oltre 1 miliardo di utenti, che potrebbero essere esposti a tentativi di truffa, sottrazione di dati, ma anche al famigerato fenomeno del ransomware, il blocco dei dispositivi per estorcere un riscatto.

Altro discorso è quello invece relativo ai costi per gli sviluppatori, così come quello sulle commissioni applicate alle vendite delle applicazioni o alle transazioni effettuate dentro le app: una discussione alla ricerca di un equilibrio tra gli interessi delle parti, ma anche un eventuale intervento delle autorità per legiferare non troverebbe sicuramente opposizioni di principio.

Il tema non è semplice, probabilmente gode di scarso appeal, ma riguarda la sicurezza di tutti noi, soprattutto di coloro che hanno figli, o delle persone meno esperte nell’uso dei dispositivi, che rappresentano la maggioranza di coloro che possiedono un iPhone o un iPad.

Apple ha pubblicato un documento in cui spiega approfonditamente perché il sideload è una pratica pericolosa e sarebbe un danno per gli utenti, se avete qualche minuto di tempo, vale la pena leggerlo per avere un quadro completo della materia.

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