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Lunedì, 24 Giugno 2024
La fabbrica delle fake news

Il software made in Italy che riconosce i contenuti generati dall'IA

La piattaforma IdentifAI è dotata di un'interfaccia grafica per caricare le immagini e poter distinguere quelle vere dalle false. Il founder Marco Ramilli a Today.it: "Se il contenuto digitale è cibo per la mente, le fake news sono il suo veleno"

Capelli o texture della pelle dall'aspetto innaturale, volti deformati, anomalie dei denti. Sono alcuni degli errori più comuni presenti nelle immagini generate con l'intelligenza artificiale. Tra le applicazioni text-to-image - che consentono di creare o modificare le foto attraverso comandi testuali - ci sono Midjourney (la piattaforma che ha generato la foto del Papa col piumino) e Dall-E (il modello di IA generativa sviluppato da OpenAI, la società che è dietro a ChatGPT e Sora), solo per fare due esempi importanti.

Oggi, però, l'intelligenza artificiale è tutt'altro che infallibile, e se l'occhio umano fatica a riconoscere la differenza tra foto reali e foto create dall'IA, ci sono delle piattaforme in grado di farlo. È il caso di IdentifAI, "la piattaforma software italiana che nasce da un nuovo diritto umano: conoscere l'origine di ciò che la propria mente fruisce ogni giorno". Parole di Marco Ramilli, founder di IdentifAI, che a Today.it spiega ancora: "Se il contenuto digitale è cibo di cui di nutriamo, le fake news sono il veleno che dobbiamo evitare".

Disinformazione e intelligenza artificiale

Tra i temi al centro del confronto pubblico ci sono proprio la disinformazione e l'IA. Mentre la prima è stata definita "la minaccia più rilevante" (la fonte è il "Global Risks Report 2024" del World Economic Forum, acquisita l'opinione di 1.490 esperti sui pericoli che potrebbero portare a una crisi mondiale nel prossimo biennio), l'impetuosa crescita della seconda stimola il dibattito politico. Basti pensare al via libera finale per l'AI act, la legge dell'Ue volta a creare un quadro giuridico per regolamentare questa nuova tecnologia.

Su tutti, resta caldo il tema della manipolazione nell'era dell'intelligenza artificiale. A questo proposito, Ramelli illustra: "Allo stato attuale è difficile distinguere se un'immagine sia reale o generata artificialmente. Con la nostra piattaforma software abbiamo voluto fare leva sulla stessa IA, addestrando dei modelli capaci di scovare foto o filmati creati in modo innaturale".

All'atto pratico, IdentifAI - che è ancora in fase beta ("ma i risultati sono già molto promettenti", prosegue il fondatore della piattaforma) è dotata di un'interfaccia grafica per caricare manualmente le immagini da verificare. "Nella seconda versione arriveranno anche i video", promette Ramilli.

Fake news che generano ansia

Le notizie false (le cosiddette "bufale") possono indurre ansia e apprensione nei cittadini? I risultati di un sondaggio d'opinione - condotto da Ipsos per l'Unesco su oltre 8mila persone in 16 Paesi - parlano chiaro: l'85 per cento degli intervistati è preoccupato per l'impatto causato dalla disinformazione online; apprensione che si inserisce in un momento storico (anche in vista delle prossime elezioni europee) in cui le piattaforme di social media sono la fonte prima di informazione per la grande maggioranza dei cittadini.

"Il punto è proprio questo - interviene il founder di IdentifAI -, oltre a limitare la nostra libertà individuale, le fake news e i deepfake sono in grado di alterare il futuro di piccoli o grandi gruppi di persone, anche manipolando il credo politico di un'ampia parte della popolazione in periodo elettorale". Come nel caso delle foto false di Donald Trump con degli afroamericani. Quindi Ramilli conclude: "Non pretendo che il nostro software risolva ogni problema, ma credo rappresenti un valido strumento - per agenzie pubblicitarie, testate giornalistiche, cittadini - nel fugare eventuali dubbi".

Parlo lingue che non ho mai studiato e presto succederà anche a voi (ma non è solo una buona notizia)

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