Giovedì, 28 Ottobre 2021
Gianluca Anoè

Opinioni

Gianluca Anoè

Giornalista Today

Dieci anni senza Steve Jobs: l'assenza del suo genio è sempre più rumorosa

È diventato simbolo di innovazione e creatività, attorno al suo nome è stato ricamato il mito che continua a durare ancora a dieci anni dalla morte. Era il 5 ottobre 2011, il giorno successivo alla presentazione di iPhone 4S, che Steve Jobs, co-fondatore di Apple allora 56enne, chiudeva gli occhi per l'ultima volta, a causa di un tumore al pancreas diagnosticatogli 8 anni prima, nel 2003.

Dieci anni fa morivano Steve Jobs e la magia Apple

Da quel giorno, Apple ha perso una componente fondamentale della sua magia. Se c'è un merito che va dato a Tim Cook, attuale Ceo del colosso di Cupertino di cui ha preso le redini nel 2011, è quello di aver convertito Apple in un intero ecosistema di dispositivi che vale di più di qualunque altra azienda nel mondo: il suo valore è stimato in 2.240 miliardi di dollari (seguita da Microsoft a 1.950 e Amazon a 1.690). Cook ha fatto un piccolo miracolo, rendendo ancora più grande il brand della mela, ma ha perso la capacità di sorprendere e di emozionare.

Tim Cook non è Steve Jobs, lo si è sentito ripetere spesso in passato. Tim Cook è un fantastico dirigente d'azienda che ha saputo muoversi in maniera elegante, facendo letteralmente esplodere il gioiello Apple dal punto di vista finanziario, portandolo là dove anche i più ottimisti non avrebbero pensato sarebbe potuto arrivare. Ma Steve Jobs è stato forse il più visionario al mondo a cavallo di ventesimo e ventunesimo secolo, ha saputo cambiare il mercato del digitale, lanciando prodotti innovativi che hanno rivoluzionato la vita delle persone.

Nella sua lunga carriera in Apple, Jobs ha immaginato o reimmaginato quasi tutta la tecnologia che usiamo ogni giorno: dal personal computer col mouse all'iPhone che ha rivoluzionato il concetto di telefono, dall'iPod a iTunes, che hanno aperto la strada alla smaterializzazione della musica e allo streaming. Ed è stato anche fondatore e amministratore delegato di Pixar Animation Studios, intuendo negli anni Ottanta che il settore dell'intrattenimento e dei contenuti sarebbe letteralmente esploso, come poi è accaduto. Sono in molti a sostenere che siano stati la sua visione d'insieme e il suo lascito a permettere ancora oggi al colosso di Cupertino di essere un punto di riferimento nel settore degli smartphone e dei computer.

È innegabile quanto Steve Jobs sia riuscito a "donare" al mondo con la sua creatura perfetta; nel corso degli anni, in step successivi, ha segnato più di una rivoluzione, rendendo fruibili a tutti nuove tecnologie:

  • 1976 - Steve Jobs a 21 anni, per la prima volta, dà sfoggio della propria capacità imprenditoriale. È l'anno in cui vedono la luce i primi micro-computer, di fatto delle schede madri inserite all'interno di casse in legno. Il progetto è di Steve Wozniack - tra i fondatori di Apple - ma fu Jobs a convincere l'Homebrew Computer Club ad acquistare solo sulla carta gli Apple I; da qui arrivano i primi finanziamenti per la nascita dell'attuale colosso con sede a Cupertino
  • 1977 - La svolta arriva l'anno dopo, con la commercializzazione di Apple II, tra i primi computer realizzati su scala industriale e destinati all'utilizzo dei privati cittadini. Era una macchina a 8 bit, con case in plastica, capace di rivoluzionare il modo di lavorare. Da molti è considerato l'antesignano dei personal computer, di sicuro quello in grado di influenzare il mondo degli "home pc". Si tratta anche del computer più longevo: presentato ad aprile 1977, è rimasto in vendita fino al 1993
  • 1986 - Cacciato dal Cda di Apple, Steve Jobs intuisce le potenzialità della Pixar, allora sottodivisione della Lucas Art Film, e la fa diventare una delle più grandi case di produzione al mondo, la più importante nel campo dell'animazione in digitale
  • 2003 - Due anni prima, il fondatore di Apple introduce al mondo iTunes, app che rivoluziona il modo di scaricare e ascoltare la musica, permettendo l'acquisto di singole tracce o album completi. Nel 2003 Apple entra nel mercato dei lettori mp3 e lo fa prepotentemente, presentando il primo iPod. Da almeno tre anni la musica non si ascolta più con musicassette o lettori cd, ma Jobs dà la spallata garantendo un dispositivo capace di contenere fino a 5GB di musica e una qualità di suono mai raggiunta prima. Valore aggiunto la comunicazione diretta con iTunes, che diventa a tutti gli effetti software di gestione dei brani degli iPod
  • 2007 - Forse la più grande rivoluzione che si deve a Steve Jobs: nasce l'iPhone, non il primo smartphone in assoluto, ma il primo ad essere ben congegnato e ad influenzare tutti i più grandi colossi della tecnologia mondiale. Un dispositivo con design minimale, touch screen performante e un sistema operativo funzionale. Completavano l'opera una fotocamera posteriore da 2 megapixel e la possibilità di connettersi alle reti Wi-Fi
  • 2010 - Non ha creato il primo tablet, ma iPad è diventato il tablet con la "T" maiuscola. Primo nel mondo per numero di vendite, una vera e propria icona che ha permesso a Apple di uscire da una piccola crisi economica, rilanciandosi in pompa magna nel campo dell'elettronica di consumo.

Steva Jobs sin dai primi anni della sua creatura ha voluto infondere un concetto per lui primario in chi lavorava all'interno del mondo Apple: l'importanza di innovare. Guardando agli ultimi dieci anni la tecnologia ha fatto passi avanti, ma non c'è stata nessuna rivoluzione, nemmeno di piccole dimensioni. Apple senza Steve Jobs è stata in grado di reinventarsi, abbandonando le innovazioni visionarie e concentrandosi molto sul consumatore e sui benefici più concreti e immediati, come ad esempio i servizi di pagamento o di streaming video. La linea dettata da Tim Cook è stata quella di innovare aggiungendo servizi e migliorando i dispositivi già parte dell'ecosistema creato da Steve Jobs. Raggiunti centinaia di milioni di consumatori in giro per il mondo, l'urgenza è stata quella - e chissà se lo sarà anche negli anni a venire - di mantenere gli utenti, garantendo sempre qualcosa di nuovo, senza stravolgimenti. Chissà se per ragioni di business o di mancanza di estro visionario.

Nell'ultimo decennio nessuna azienda è riuscita a segnare un punto di svolta o cominciare una rivoluzione in campo tecnologico. Curioso pensare che si tratti dello stesso intervallo di tempo trascorso dalla morte di Steve Jobs. Forse oggi più di allora si sente la mancanza del genio di chi, per decenni, è riuscito a pensare e realizzare prodotti  precursori di consumi e di tendenze, e a stravolgere il mondo della tecnologia, dando vita a oggetti che hanno cambiato la vita di più di una generazione.

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