Giovedì, 16 Settembre 2021
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Whatsapp, un messaggio per invitare i fedeli alla preghiera (e evitare l'inquinamento acustico)

Addio muezzin, le autorità del Ghana hanno invitato le moschee ad usare WhatsApp e non più agli altoparlanti per chiamare i fedeli alla preghiera. E se succedesse anche alle chiese in Italia?

Le autorità di Accra, capitale del Ghana, hanno chiesto alla moschee di ricorrere a WhatsApp e non più agli altoparlanti per chiamare i fedeli alla preghiera, in modo da ridurre l'inquinamento acustico che affligge la città.

"Perchè non richiamare alla preghiera con un messaggio sms o WhatsApp? - ha detto alla Deutsche Welle il ministro dell'Ambiente Kwabena Frimpong-Boateng - credo che aiuterà a ridurre il rumore. Potrebbe essere una misura controversa, ma è qualcosa su cui dovremmo riflettere". Interpellato dall'emittente tedesca, l'imam Usan Ahmed ha concordato sulla necessità di ridurre il livello di rumore, evidenziando però le implicazioni economiche dell'invio di messaggi su cellulare: "L'imam non viene pagato ogni mese. Da dove prenderebbe i soldi per farlo? Cercheremo di mandare messaggi quando possibile. Ma non credo sia necessario".

Moschee usino whatsapp: stop ai muezzin

"Io non trovo niente di sbagliato con la sveglia all'alba dei musulmani e nell'uso degli altoparlanti per chiamare i propri fedeli a pregare - ha detto un'abitante di Accra, Nora Nsiah - perchè abbiamo anche le chiese cristiane che fanno altrettanto e anche loro pregano all'alba".

In Italia campane rumorose? La legge è chiara

Il problema dell'inquinamento acustico non è un problema che affligge solo i paesi musulmani. In molti anche in Italia si sono scagliati contro le "campane" suonate dai parroci. Oggi neanche un quinto della popolazione si reca settimanalmente a messa e il suono delle campane che proprio a codesti si rivolge, è diventata significativa solo per una minoranza degli italiani. Così se per molti il suono delle campane può risultare come una costante del "panorama di casa", in molti si trovano a convivere con un vicino di casa che ritengono invadente:  il campanile della chiesa

La legge parla chiaro: esiste una normativa di riferimento (la legge quadro 447/95), in attuazione della quale sono stati emanati regolamenti attuativi a livello regionale, provinciale e comunale.

rumori sono regolati in parte da norme di carattere amministrativo: esiste una norma del codice civile secondo la quale non si possono impedire i rumori che, per quanto antipatici, sono "tollerabili". Il giudice deve valutare le circostanze del singolo caso e le variabili come l’orario in cui il rumore viene prodotto, il contesto geografico in cui l’appartamento si trova, il rumore di fondo della zona.

Rumori di domenica mattina, cosa prevede la legge

La norma del codice civile sulle immissioni rumorose è, secondo la Cassazione, applicabile anche alle strutture parrocchiali sportive e ricreative.

Il parroco è tenuto ad adottare accorgimenti idonei a contenere le immissioni rumorose eccedenti la normale tollerabilità, provenienti da tali strutture, per esempio, riducendo l’orario di apertura.

La cassazione ricorda inoltre che, poiché il suono delle campane è percepibile da un numero elevato e indeterminabile di persone, siamo nell’ambito del penale. È sufficiente a realizzare il reato di disturbo del riposo delle persone anche il rintocco intenso e diffuso delle campane, che non sia collegato a una funzione religiosa, o dell’orologio campanario di una chiesa che scandisca regolarmente l’ora.

In provincia di Udine ad esempio un parroco è stato condannato a pagare una multa di 2000 euro perché il suono delle campane della chiesa di San Pietro e Paolo di Majano superava la soglia di legge dei 60 decibel.

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