Sabato, 6 Marzo 2021
WhatsApp

WhatsApp, nuove regole e comitato Ue per la privacy: il punto

La società di Mark Zuckerberg dovrà fornire entro il 15 maggio delle risposte convincenti e chiare all'autorità dell'Unione europea

WhatsApp avrà tempo fino al 15 maggio 2021 per fornire risposte chiare alle autorità dell'Unione europea per la privacy sull'aggiornamento delle politiche per la condivisione dei dati con Facebook e per informare adeguatamente gli utenti. È quanto ha appreso l'Ansa da fonti vicine al dossier.

La prossima settimana il comitato Ue per la privacy (Edpb) discuterà del caso sollevato dal Garante per la privacy italiano che ha accusato WhatsApp di poca chiarezza e trasparenza nei messaggi inviati agli utenti, nelle scorse settimane, per informarli delle novità sul trattamento dei loro dati. Inizialmente la deadline per ricevere informazioni da WhatsApp era stata fissata per l'8 febbraio, giorno in cui le nuove regole dell'app di messaggistica, di proprietà di Facebook, dovrebbero iniziare ad essere applicate. Ma le autorità per la privacy Ue stanno ancora dialogando con il social e hanno deciso di posticipare la scadenza.

Cosa prevede l'aggiornamento dell'informativa di WhatsApp

Come noto, la deadline iniziale di WhatsApp per accettare l'aggiornamento dell'informativa sulla privacy era stata fissata all'8 febbraio. La mancata accettazione comporterà:

  • blocco dell'utente
  • eliminazione dell'account

Secondo i vertici di WhatsApp la decisione di posticipare è legata alla confusione che si sarebbe creata tra i vari utenti. «L'ultimo aggiornamento - come sottolineato dalla società in nota - non cambia nulla» rispetto al concetto fondamentale dell'app. «WhatsApp - continua la spiegazione - si fonda su un concetto semplice: tutto ciò che condividi con familiari e amici rimane tra voi. Questo significa che continueremo a proteggere le tue conversazioni personali con la crittografia end-to-end». Il nuovo aggiornamento, come ricordato ancora dai vertici dell'azienda:

  • offre l'opzione facoltativa agli utenti di scambiare messaggi con le aziende che usano WhatsApp
  • offre maggior trasparenza sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati
  • aumenta la capacità di condividere le informazioni con Facebook

Sta di fatto che la mossa di Facebook sembra comunque dettata dal "fuggi fuggi" generale degli utenti, desiderosi di provare dei servizi gratuiti alternativi, ritenuti più sicuri. Ma siamo proprio davvero che altre app di messagistica istantanea tutelino maggiormente gli utenti? In particolar modo Telegram, secondo il sito di settore ArsTechnica avrebbe dei problemi di sicurezza non indifferenti: permetterebbe infatti agli hacker di risalire alla posizione degli utenti (ne abbiamo parlato qui nello specifico).

Bufera attorno a WhatsApp, ma Telegram avrebbe problemi di sicurezza

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