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Martedì, 28 Maggio 2024
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Belve, Gabriel Garko si mette a nudo: "Tinto Brass e l'imbarazzo per quel calzino"

L'attore torinese, intervistato da Francesca Fagnani, si apre a dettagli a tratti anche focosi sulla sua vita professionale e privata

Francesca Fagnani ha accolto nello studio di "Belve"  Gabriel Garko, che non ha esitato ad aprirsi davanti alle telecamere e a raccontare risvolti inediti della sua carriera e non solo. Come da tradizione, la giornalista ha posto subito la classica domanda iniziale: "Che belva si sente?". Lui non ha esitato a rispondere: "Un umano, la peggior belva che esiste. Se dobbiamo parlare di animali, direi un lupo e un puma. Il lupo mi piace perché è un gregario, il puma invece adora stare da solo".

Gabriel Garko apre il suo cuore a "Belve"

Dario Oliviero, questo il suo nome all'anagrafe, non ha alcun dubbio nell'indicare un suo pregio e un suo difetto: "Sono molto generoso, ma sono un maniaco del controllo, cerco spesso di correggermi, ma la vivo male anch’io". 

Impossibile non parlare del momento in cui ha parlato apertamente della sua omosessualità, emersa in maniera chiara al Gf Vip quando una delle concorrenti era Adua Del Vesco, con cui ha avuto una "finta" relazione, lo ha lasciato intendere: "Quando ho detto di essere omosessuale non ci ho pensato troppo, ma pensavo che avrebbe influito sul lavoro. A sorpresa il pubblico mi ha aiutato. Questo passo deve avvenire al momento giusto per chi lo fa, anche se non sarebbe necessario doverlo dire. Io non volevo fingere di avere una fidanzata, preferivo non dire niente, ma non si poteva. Con Manuela Arcuri è stata però una storia vera, con Eva Grimaldi siamo un po' come Hensel e Gretel". 

Ma Gabriel Garko è innamorato? Anche qui lui non si è tirato indietro: "Ora ho una persona vicino a me, ma ho scoperto che la vera vita privata la voglio mantenere tale". 

Bellezza e fascino si sono rivelati determinanti nella sua carriera e lui non ha paura di ammetterlo: "La bellezza è stata sfruttata tanto nel mio lavoro, molto spesso nei film c'è stata la scena della doccia, ma penso di essere anche bravo. A livello di percentuale se dovessi osare dire 60% bellezza, 40% bravura. Tenacia, voglia di andare avanti e forza di dire no mi hanno fatto andare avanti. Ho detto tanti no, è su questi che si fondano le carriere, ho rifiutato praticamente tutti i reality e diversi film". 

L'esperienza sul set non gli manca di certo, ma non ha molti dubbi nell'indicare una scena che si è rivelata particolarmente mbarazzante. Questa risale alle riprese del film "Senso 45", in cui è stato diretto da Tinto Brass: "Quando ci incontrammo a Cinecittà stavamo parlando e a un certo punto mi disse 'fammi vedere il cul*'. Io rimasi interdetto, ma devo fare un film con lui tutto nudo, ci sta... Non ci sta provando. Mi sono girato... E poi mi disse 'fammi vedere il resto'. I contenuti erano importanti? Non erano, sono. Ci sono ancora tutti. Una volta è successo che ero nudo, ma avevo il coprisesso che è una specie di calza. C’era questa scena in cui io ero a pancia in su e c’era questa ragazza che doveva simulare un atto orale. Il problema è stato che quando Tinto ha dato il via all’azione, lei mi girava attorno, però, gira e rigira, a un certo punto la reazione c’è stata. E mi ricordo che Tinto disse: 'Stop, portate lo spruzzino'. Io dissi: 'Cos'è sto spruzzino?' ed è arrivata una con l’acqua fredda mentre io ero in imbarazzo totale. Vabbè, cose che capitano".

Fagnani non ha mancato di interrogarlo su quello che veniva definito "sistema Ares", relativo al modo di agire della casa di produzione con cui ha girato molte fiction, che finiva spesso per condizionare la vita degli interpreti: "Si diventava un po' tutti omertosi, era un sistema e io non ne conoscevo altri. C'era una dose forte di inconsapevolezza, è difficile spiegare oggi come si viveva negli anni '90, volendo fare questo lavoro con le regole che esistevano. Se andiamo indietro nel passato ci sono tantissimi miei colleghi molto più famosi di me che hanno fatto anche di peggio, non soltanto nel nostro ambiente".

L'attore non ha timore di ammettere di avere vissuto momenti difficili, che lo hanno portato a finire in analisi e in cui pensava davvero di avere toccato il fondo: "Ci sono stati dei momenti molto duri, molto faticosi. La mia analista era sorpresa che non mi fossi suicidato o drogato. C'è stata una volta in cui ho pensato di farla finita, ho avuto dei pensieri perché non mi andava più di andare avanti, ma non avrei mai il coraggio di farlo. Anche nel brutto voglio sempre sapere come va a finire".

Infine un accenno al tempo che passa, aspetto che ha un ruolo spetto fondamentale per un artista (Gabriel ha da poco compiuto 50 anni): "L'idea di invecchiare male mi fa paura paura, ma intendo a livello di testa. A quel punto preferisco andarmene prima. Un uomo qualche ruga in più se la può permettere, ma ho comunque tanti amici chirurghi", ha concluso sorridendo. 

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