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Domenica, 10 Dicembre 2023
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Belve, Stefania Nobile sul politicamente corretto: "Vogliamo dire che i grassi sono belli?"

L'ex truffatrice, figlia di Wanna Marchi, ha raccontato la sua vita a Francesca Fagnani, partendo dall'infanzia e dal rapporto con la madre

Questa sera, martedì 10 ottobre, da Francesca Fagnani a "Belve" troviamo anche Stefania Nobile, la figlia di Wanna Marchi intervistata sul suo rapporto con la madre e le truffe per le quali le due donne sono state condannate alla reclusione in carcere. Dopo aver parlato della lite tra la conduttrice e l'ospite, parliamo di un altro momento abbastanza focoso: gli animi si accendono quando il politicamente corretto viene messo in campo. Ma l'ex truffatrice non si ferma qui, perché racconta anche di un'infanzia difficile e del suo rapporto con la donna che le ha donato la vita. 

Cosa è successo

Nello studio di Francesca Fagnani l'ospite si racconta a 360 gradi, e lo fa con una sicurezza invidiabile, partendo dal concetto di cattiveria e dal forte legame con la madre: "Io non amo le persone buone, non credo che esistano. Bisogna vedere cosa si intende per cattiva: se cattiveria è dire sempre e solo la verità allora sono perfida. Io dico quello che penso, questa volta a un prezzo alto che io ho sempre pagato. Non ho conti in sospeso. Dietro a un personaggio come mia madre, un genio imponente e predominante, ci deve essere una figura altrettanto forte. Quindi sono il retro del genio. Io non mi sono mai sentita all'ombra di mia madre, né di nessun altro: lei è Wanna Marchi, e io per un periodo sono stata la figlia di Wanna Marchi, oggi la galera mi ha regalato un'identità: sono Stefania Nobile. Quando sono con mia mamma mi scatta un senso di protezione, quindi sono meno simpatica perché non sopporto che qualcuno la tocchi. Da sola invece sono tranquilla".

L'intervista sposta poi l'attenzione sull'infanzia dell'ospite: "Ho vissuto un'infanzia terrificante, perché quando due persone insieme fanno danni devono lasciarsi. Ho vissuto un'infanzia in mezzo a botte, urla, e ho visto tutte le varie case che mio padre ha dato alle proprie amanti... Lui si divertiva a screditare mia madre e a rubare i miliardi che lei incassava. Quando ero piccola a scuola menavo tutti: se un bambino era cattivo con un altro - perché i bulletti sono sempre esistiti - li menavo". A un certo punto esplode il successo di Wanna Marchi, diventa la regina delle televendite, parte la crociata contro il grasso e con lo "Scogli pancia" creano un impero da 3 miliardi di lire al mese, 350 mila clienti e 102 dipendenti. "Io non sono stata in grado di gestirlo. Avevo sette macchine ma ne guidavo solo una, però guadagnavamo tanto... Ma non ho mai usato droghe, la cocaina si deve fare di Stefania Nobile, non io di lei. Non ne ho bisogno. E nemmeno ho mai amato essere in televisione. Con me hanno mangiato tutti, ma poi non si sono più fatti vedere nel periodo difficile e adesso io non li conosco".

Le truffe e il politicamente corretto

Per quanto riguarda le truffe, l'ospite afferma che ogni cosa fatta un tempo con la madre ora lo fanno altri, promettendo anche loro risultati in poco tempo, di conseguenza non è cambiato nulla, e poi parla del politicamente corretto: "Rispetto all'oggi ieri c'era più libertà di parola. Adesso con il politicamente corretto non si può più dire nulla. Un grasso potevi chiamarlo così, mentre adesso devi dire: 'Diversamente magro'. Se io dovessi andare in televisione e usare questi termini farebbe molto ridere, farebbe pena. Noi non eravamo offensive, ma realiste. Certo che dicevamo: 'Fate schifo. Vogliamo dire che i grassi sono belli? Li mettevamo solo davanti a uno specchio. È sempre meglio dire la verità. Cosa devo aiutare se uno mangia come un po**o? Uno si aiuta da solo. In quel momento erano affari miei, vendevo dimagranti. Io conosco una persona che vende una pomata per allungare il pene. Non è truffa questa?".

Al duo si aggiunge il mago Do Nascimento e la loro vita cambia grazie alla vendita di trattamenti per allontanare il malocchio e numeri vincenti al Lotto: “Noi per la gente siamo sempre rimaste in onda, cambiava solo la società che ci rappresentava, e nessuno sapeva quello che era successo a noi. Non erano persone fragili, solo dei cogl*oni, la fragilità è un’altra cosa. Noi andavamo in onda in televisione, ci chiamavano loro, io non sono mai andata a casa di nessuno.Io rispondo a tutte le domande, ma vorrei chiarire che il mitra noi non l’abbiamo puntato a nessuno, non andavamo a casa di nessuno per costringerli. Di cosa mi dovrei pentire? Di aver fatto nove anni di carcere per poi vedere le zingare della metropolitana di Milano che vanno a rapinare la gente? A loro non interessavano fermare due persone che facevano questo lavoro, volevano solo arrestare Wanna Marchi perché era famosa e faceva notizia. Neanche per gli stupratori seriali si muovono così in fretta”.

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