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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Benigni sbanca l'Auditel con "I dieci comandamenti", ma è polemica sul cachet

Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico, chiede spiegazioni ai vertici della tv di Stato sul compenso del comico toscano per le due prime serate su Rai 1

Benigni piglia tutto. 9 milioni di telespettatori, per oltre il 33% di share, e circa 4 milioni di euro di cachet per il suo ritorno in prima serata Rai 1 con "I dieci Comandamenti".

Buona la prima, lunedì sera, anche se Benigni è riuscito a spiegare soltanto i primi tre dei dieci punti del decalogo biblico. Il premio Oscar, come era prevedibile, ha aperto la prima puntata con una pungente satira sulla situazione politica italiana. "Solo un miracolo ci può salvare - ha detto ironico - Infatti Renzi è andato in Vaticano", poi, dopo più di mezz'ora di beffarde freddure che non hanno risparmiato nessuno, è passato al vero motivo per cui si trovava su quel palcoscenico, Dio. "Dio c'è, dobbiamo partire da questo assunto - ha ribadito il comico prima di spiegare punto per punto i comandamenti - Non scherziamo: andate a vedere Batman al cinema e ci credere e mi fate storie su Dio? Non scherziamo".

Stasera il secondo e ultimo appuntamento con quello che si è già affermato come l'ennesimo straordinario successo tv per Roberto Benigni. Non mancano però le polemiche, soprattutto quando si parla di cachet. Il comico toscano avrebbe intascato ben 4 milioni di euro e il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, il grillino Roberto Fico, ha già chiesto spiegazioni ai vertici Rai riguardo la cifra da capogiro.

"Ho chiesto chiarimenti alla Rai sulle due puntate che Roberto Benigni dedicherà ai Dieci Comandamenti in programma il 15 e 16 dicembre su Rai Uno - ha scritto Fico su Facebook - In questi giorni circolano sulla stampa una serie di indiscrezioni sul cachet in trattativa tra Rai e Lucio Presta, il manager dell'attore. Si parla di circa 4 milioni di euro, di cui 2,4 destinati allo show 'I Dieci Comandamenti', e 1,6 indirizzati a una futura trasmissione in seconda serata sulla Divina Commedia, non ancora però inserita nei palinsesti. Viale Mazzini e l'agente di Benigni hanno affermato che le cifre trapelate sono lontane dalla realtà. Perché allora non fare uno sforzo in direzione della trasparenza e fare chiarezza sui dettagli economici dell'accordo? Stando a quanto riportato dagli organi di stampa i compensi possono apparire irragionevoli in considerazione dell'attuale situazione economica del Paese e della stessa Rai alle prese, come sapete, con operazioni di contenimento della spesa necessarie per fronteggiare il taglio di 150 milioni di euro disposto dal Governo. In questo contesto non credo si possano invocare ragioni di concorrenza e la necessità di riserbo".

Fico poi va oltre il compenso, allargando il discorso: "Come verrà inoltre realizzato il programma? Per la produzione si farà uso delle professionalità esistenti in Rai o si ricorrerà a risorse o strutture esterne? Vi ricordo che nel parere sul contratto di servizio approvato lo scorso 7 maggio dalla Commissione di Vigilanza (contratto che aspettiamo venga firmato da 6 mesi), abbiamo inserito una norma che riguarda proprio i conflitti di interesse degli agenti delle star: divieto per la Rai di commissionare a società di produzione detenute dai manager la produzione di trasmissioni in cui siano presenti gli artisti da loro stessi rappresentati. Sarà questo il caso? Vedremo. Stay tuned".

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