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Giovedì, 30 Maggio 2024
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Chi l'ha visto?, Adamo Guerra chiama la moglie: "Mi ha scosso, ma ha aperto il cuore delle mie figlie"

L'uomo sembra non avere alcuna intenzione di tornare a casa, ma il tribunale lo aspetta per violazione degli obblighi di assistenza familiare

Da Federica Sciarelli a Chi l'ha visto? è stata ripercorsa la storia di Raffaella Borghi, moglie di Adamo Guerra, l'uomo che per ben 10 anni ha finto di essersi suicidato, lasciandola sola con due figlie da accudire e 3 lettere in cui diceva di volersi togliere la vita. "Ma un genitore non è un genitore per sempre? O ha diritto all’oblio?", così la conduttrice ha aperto la puntata del programma dedicato alle persone scomparse trasmesso su Rai 3. Raffaella ha denunciato quanto successo, la sua storia, dimostrando coraggio da vendere, e in diretta, davanti a quest'ultima, a Nicodemo Gentile, presidente dell'Associazione Penelope, e a tutto il suo pubblico, la conduttrice ha annunciato che l'uomo, ora atteso in tribunale per rispondere all'accusa di violazione degli obblighi di assistenza familiare, ha chiamato moglie e figlie per scusarsi. Il tutto è successo dopo la puntata di mercoledì scorso, dove la Sciarelli ha dato largo spazio alla storia di Raffaella, lanciando anche un video che "mostrava" l'uomo in Grecia. 

Le parole di Raffaella Borghi

La donna ha raccontato in studio cosa Adamo Guerra le ha detto al telefono: "Non mi sarei mai aspettata questa freddezza da parte sua. La scusa che valenza ha? Non ci sono scuse. La sua telefonata mi ha scosso tanto quanto il video di mercoledì scorso. Però ha aperto il cuore delle mie figlie, perché hanno sentito la voce del loro papà. Premetto che l'ultima volta che le ha viste avevano passato 3 giorni insieme [solo lui e le figlie, ndr]. Io le avevo affidate a lui per una gara di pattinaggio. Mi aveva telefonato il lunedì mattina in maniera amorevole, poi ha richiamato un paio d'ore dopo perché prima le ragazze stavano dormendo e loro gli hanno detto di volergli bene. A lui ho chiesto perché mi avesse scritto quelle lettere dato che non aveva nessun obbligo, poteva dare un perché a chi voleva darlo, però non scrivi 'la faccio finita e non ti do il dolore del mio funerale'. Perché questa è stata la base della mia ricerca: un uomo che scrive una cosa del genere... io non la potevo sottovalutare. Per quanto riguarda il fermo in Grecia, lui mi ha detto di non aver mai firmato nulla. Mi ha spiegato che ha firmato un contratto di lavoro, infatti là è in regola. Si giustificherà poi con le sue figlie, perché ormai sono due donne, e le giustificazioni deve darlo a loro adesso. Ha perso 10 anni della loro vita, ha perso due diamanti che hanno sempre amato il loro papà". 

Federica Sciarelli ha aggiunto: "Ho parlato con le tue figlie e sono due donne strutturate. Secondo me, chi ha subito un danno diventa più forte, si presenta davanti alla vita con una grande determinazione. Questa è una storia che parla delle nostre famiglie, dei doveri, degli obblighi dei genitori, di un padre, ma anche delle difficoltà delle istituzioni di mettere insieme tutto e coordinarsi. Un genitore deve essere genitore per sempre, ha delle responsabilità e questo è evidente". 

Il commento di Nicodemo gentile

Dallo studio Nicodemo Gentile è intervenuto per esporre il suo pensiero su tutta la questione: "Questa storia ci dice che nel mondo delle scomparse, oltre al dolore e alla ricerca, ci sono soggetti che cercano di sviare e scappare dalla loro responsabilità simulando delle scomparse. È una cosa gravissima, è un reato il procurato allarme. Certamente nel caso del signor Adamo ormai è prescritto, però significa sottrarre delle forze all'autorità giudiziaria su casi veri, e questi non possono pensare con questo escamotage di deludere i familiari ma soprattutto di prendere in giro la giustizia e le istituzioni. Voi raccontate un lato del mondo della scomparsa doloroso e molto scadente ma che esiste. Noi di Penelope non abbiamo seguito legalmente la vicenda, ma moralmente sì, perché queste donne vanno aiutate e sostenute". In effetti Raffaella ha trovato un valido aiuto in Marisa Golinucci dell'Associazione Penelope: "Lei ha dovuto tirare avanti la carretta, stare dietro alle figlie, lavorare... Si è data da fare in tutti i modi per capire cosa fosse successo, perché dall'oggi al domani scomparire in questo modo e lasciando delle lettere in cui diceva di volersi suicidare... Io direi tante parolacce a quest’uomo. Lui ha dato uno schiaffo a tutti noi, alla Penelope, a Chi l’ha visto, a me [anche la figlia di Marisa è scomparsa anni fa, ndr]… Ti sei perso 10 anni della vita della tua famiglia.. Tu non sai cosa hai lasciato qua in Italia, oltre alle tue belle ragazze e tua moglie, hai perso tutto".

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