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Venerdì, 31 Maggio 2024
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La Lega contro Cristina Parodi: "Ha offeso Salvini, lasci la Rai". Lui replica: "Nessuno la caccia"

L'ascesa di Salvini? Dovuta "all'arrabbiatura della gente" ma anche "alla paura" e "all'ignoranza", aveva detto Parodi. La reazione della Lega, poi Salvini smorza: "Nessuno la caccia"

Sono diventate un caso politico le parole di Cristina Parodi, che in un intervento durante una trasmissione radio aveva commentato l'ascesa di Matteo Salvini imputandone il successo alla "all'arrabiatura della gente", "alla paura" e "anche all'ignoranza". Alcuni parlamentari della Lega hanno chiesto le dimissioni della Parodi ma Salvini è intervenuto per smorzare i toni. 

Ospite da I Lunatici su Rai Radio 2 (qui la clip audio con il suo intervento), alla domanda "a cosa è dovuta l'ascesa di Salvini", Parodi aveva replicato:

"All'arrabiatura della gente. Al fatto che non è stato fatto molto di quello che era stato promesso di fare. Però principalmente all'arrabiatura, alla paura e anche un po' all'ignoranza, secondo me. Mi fa paura vedere un tipo di politica basata sulla divisione, sui muri che si ergono. Mi piacerebbe una politica che invece andasse incontro ai più deboli e che aiutasse questo paese a risollevarsi in un altro modo"

La conduttrice del talk La prima volta, in onda la domenica pomeriggio su Rai 1, aveva poi commentato la ricandidatura del marito, Giorgio Gori, a sindaco di Bergamo. "Ne abbiamo discusso, ma non credo che sia stata una decisione travagliata. Giorgio adora fare questo lavoro. È stato faticoso ma anche bellissimo fare questi cinque anni da sindaco di Bergamo - ha detto - Giorgio è una persona onesta, sincera, da bergamasco ha iniziato una cosa e ora vuole finirla". 

Durissima la reazione della Lega, che aveva chiesto le dimissioni della giornalista. "Se Cristina Parodi è tanto delusa dalla politica italiana scenda in campo. E, soprattutto, lasci la Rai", hanno fatto sapere in una nota i parlamentari del Carroccio Paolo Tiramani, capogruppo in Commissione di Vigilanza, Massimiliano Capitanio, Dimitri Coin, Igor Iezzi, Giorgio Bergesio, Simona Pergreffi e Umberto Fusco. 

"Con le sue offese a Matteo Salvini - hanno dichiarato - la giornalista e moglie del sindaco Pd di Bergamo, Giorgio Gori, ha utilizzato il servizio pubblico radio-televisivo a proprio uso e consumo, facendo propaganda politica alla faccia del pluralismo informativo e ciò non è giustificabile. Ne chiederemo conto in Commissione di Vigilanza Rai con un'interrogazione". 

A smorzare il fuoco è intervenuto poi lo stesso Matteo Salvini, dai microfoni di Radio Radicale: "Non siamo Anzaldi di turno, nessuno intende cacciare la Parodi dalla tv. Stia tranquilla anche se ringrazio i parlamentari della Lega per la difesa. Cercheremo di migliorare il servizio pubblico, ma non lo faremo usando metodi che appartengono a qualcuno che ci ha preceduto".

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