Domenica, 14 Luglio 2024
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Le Iene, adottare un bambino in Italia: missione impossibile

Al di là delle frasi propagandistiche la realtà desolante delle adozioni nel nostro paese

“La maternità surrogata dovrebbe essere un reato universale”, “E’ una vergogna ‘comprare bambini’ quando ce ne sono tanti negli orfanotrofi”, queste sono frasi che sono rimbombate, anche da parte di membri delle istituzioni, durante i giorni caldi delle polemiche seguite lo stop alla trascrizione nelle anagrafi dei comuni italiani dei figli di coppie gay nati dalla fecondazione assistita.

Ebbene, se la questione molto complessa della maternità surrogata in questi giorni è stata usata per creare confusione su una misura che sembra molto politica, l’argomento sui bambini in orfanotrofio non può che trovare l’unanime accordo. Il problema è che, come ben sa chi ci è passato, una frase così nasconde una realtà sconfortante. E cioè che, a fronte di migliaia di minori abbandonati e che meriterebbero una famiglia, e a fronte di altrettante famiglie pronti ad accoglierli, adottare un bambino in Italia è di fatto impossibile o quasi.

Per verificarlo, le Iene nella puntata di martedì 28 marzo, hanno realizzato un servizio incontrando due famiglie che desiderano adottare, una gay e una etero, e anche una ex bambina data in affidamento. E quello che risulta da una manciata di minuti di video è davvero sconfortante.

Migliaia di bambini in Italia condannati all’orfanotrofio

Ci sono quindi migliaia di bambini orfani in Italia che aspettano una famiglia e, a fronte di tutta questa domanda, le adozioni e gli affidi che vanno in porto ogni anno sono sempre meno.

Le Iene incontrano la coppia omosessuale formata da Giuseppe e Christian, un buon lavoro, una bella casa, una relazione stabile e tanto amore da dare, che spera da tempo in un affido. Perché l’Italia è uno dei pochissimi paesi europei a non permettere ancora l’adozione a coppie omosessuali, e quindi l’unica cosa a cui possono aspirare Giuseppe e Christian è un affidamento a tempo. Se non fosse che anche l’affido risulta un percorso molto complicato come raccontano i diretti interessati:

“E’ un labirinto burocratico. Dopo aver compilato montagne di moduli abbiamo fatto una visita psicosociale, e ci siamo trovati davanti a operatori anziani che non sapevano nemmeno che fosse possibile l’affido alle coppie omosessuali”.

Adozioni in Italia: un estenuante percorso a ostacoli che spesso porta a nulla

Giuseppe e Christian raccontano anche di aver dato per scontato che se fosse arrivato un affido comunque  si aspettavano sarebbe stato un bambino con dei problemi, perché “le famiglie etero che possono scegliere, probabilmente tendono a non prendere i bambini più problematici” quindi le coppie omosessuali che non sono considerate dalla legge italiana idonee all’adozione, quando riescono ad avere in affido, spesso si trovano davanti anche responsabilità più grandi. Ma Giuseppe e Christian non mollano e ora sperano nell’arrivo di un ragazzo di 17 anni su cui stanno aspettando una risposta.

Ma questi problemi non sono legati solo alle coppie gay, Le Iene intervistano quindi anche una coppia formata da un uomo e una donna che raccontano di aver dovuto affrontare un estenuante percorso burocratico lungo 7 anni tra visite psicologiche, casellario giudiziario, documentazione fiscale, non solo loro, ma anche dei famigliari.

Ci vuole tanta determinazione, e dopo 7 anni di silenzio dei tribunali italiani, la coppia etero ha deciso di rivolgersi a un’adozione internazionale, tra l’altro molto più costose. E alla fine sono riusciti a diventare una famiglia con il piccolo Abel.

Ogni anno, le domande di adozione in stallo si calcola sia tra le 7000 e le 8000.

E poi arriva l’intervista a  Zacheya ex-bambina di orfanotrofio, che racconta “La mia esperienza con la mia famiglia e in particolare con il mio papà affidatario è stata bellissima, stavamo sempre insieme. E’ stato un sollievo trovarli, fino ad allora mi sentivo abbandonata, mi chiedevo perché i miei genitori non mi volessero. Desideravo più di tutto qualcuno che mi volesse bene”.

Cosa diresti a chi fa le leggi discriminatorie e impedisce per esempio l’adozione a coppie gay? “Si facciano un giro negli istituti”.

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