Venerdì, 19 Luglio 2024
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Report, Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026: la (costosissima) pista da Bob e l'inatteso retroscena

Tanti i temi affrontati nell'inchiesta sui Giochi olimpici, ma a colpire il pubblico sono le esorbitanti spese per l'impianto (durante e dopo)

Oggi, domenica 23 giugno 2024, la nuova puntata di "Report", il programma in onda su Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci, propone quattro nuove inchieste: dal parlamentare Antonio Angelucci alla 'ndrangheta nell'Arena di Verona, dalle Olimpiadi invernali del 2026 alla Farmacia dei servizi. A far scoppiare la prima polemica sui social media, in particolare su X (ex Twitter), è il servizio sui Giochi olimpici invernali che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d'Ampezzo: tra il disboscamento e i costi di manutenzione della pista da Bob le critiche non mancano, ma vediamo insieme cosa è successo in diretta. 

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: dalla VAS alla pista da Bob

L'inchiesta si concentra sui disboscamenti effettuati a Cortina per costruire la pista da Bob in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 e sulle sue spese di gestione. Si parte dalla VAS nazionale, un documento presentato di recente che ha poco a che fare con quella tradizionale: nel foglio in questione non c'è nulla di scritto sulla pista da Bob, né sui disboscamenti a Cortina (anche in zone che non potevano essere toccate) effettuati per costruire l'impianto. Insomma, non esisterebbe una vera e propria valutazione strategica. Ma non è finita qui, perché al momento questi lavori sono ancora in corso e il tempo a disposizione per completarli è poco: devono concludersi entro marzo 2025, altrimenti le gare di Bob dovranno essere spostate all'estero, più precisamente in Austria, il che ha portato a polemiche da parte degli utenti social: "Abbiamo la pista da Bob di Torino 2006 dismessa e cosa vogliono fare? Spostare le gare in Austria se non dovessero riuscire a costruirla. Assurdo. Imbecilli".

Dopo le Olimpiadi invernali che ne sarà dell'impianto? Saranno necessari costi aggiuntivi per la manutenzione della pista: parliamo anche di 1,4 milioni di euro l'anno. Lo scorso 14 maggio, tra l'altro, la Giunta regionale del Veneto aveva approvato uno schema di accordo per spartire tali spese, ma chi dovrebbe pagare sembra non esserne proprio al corrente, e quello che, in fondo, nemmeno sorprende più di tanto è che nessuno pare intenzionato a mettere i soldi per la manutenzione di una pista per cui l'Italia deve sborsare ben 118 milioni di euro e solo per i lavori di costruzione. Il Presidente del Veneto, Luca Zaia, non sa bene come muoversi al momento e risponde: "Noi siamo della partita, non c'è scritto ma ci mettiamo i soldi. Se ci si amplia ai comuni di confino non capisco il problema..." La giornalista replica: "Loro non sono intenzionati a pagare, così come la Provincia, mentre i comuni vogliono spendere il meno possibile... Mi può dire se la Regione metterà i soldi?" Zaia conclude: "Non posso prendere impegni se non li posso confermare giuridicamente, però vorrei che la montagna si occupasse un po' della montagna stessa. Noi facciamo la nostra parte. Se le dico 'mettiamo un euro', poi mi vengono a chiedere 'dov'è la delibera?'" Insomma, tante parole ma chi pagherà il "conto" ancora non si sa. 

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